Mondo

Tsunami politico in Malaysia: torna al potere il 93enne Mahathir

  • Abbonati
  • Accedi
il più anziano premier del mondo

Tsunami politico in Malaysia: torna al potere il 93enne Mahathir

Mohamad Mahathir  tornerà a guidare la Malaysia (Epa)
Mohamad Mahathir tornerà a guidare la Malaysia (Epa)

Sarà il più anziano primo ministro del mondo. In effetti, è una vecchia conoscenza della politica asiatica: è già stato il premier più longevo (22 anni di fila). Mohamad Mahathir, che ha quasi 93 anni, tornerà a guidare la Malaysia dopo che la coalizione delle opposizioni, Pakatan Harapan, ha sconfitto a sorpresa nelle elezioni parlamentari lo schieramento BN incentrato sull'Umno, il partito che è al potere da quando il Paese ottenne l’indipendenza nel 1957, conquistando - secondo i primi risultati - la maggioranza dei 222 seggi nella Camera bassa del parlamento federale.

Lo tsunami malese - Quando Matahir fu primo ministro in passato, tra il 1981 e il 2003, ne faceva parte, ma poi si è sempre più scontrato con l'Umno, il partito etnico dei Malesi, diventandone un aspro oppositore della sua dirigenza. In queste elezioni, per la prima volta, i Malesi etnici hanno votato in gran parte per l'opposizione, provocando uno tsunami politico che rappresenta anche un esempio di democrazia in una regione dove l'autoritarismo sta guadagnando molte posizioni. Il vecchio Mahathir - che conserva un aspetto relativamente “giovanile” - ha prevalso sul nemico Najib Razak, premier da nove anni, da tempo sospettato di un colossale scandalo di corruzione incentrato sul fondo statale 1MBD (oggetto di inchieste all'estero per riciclaggio e altri reati).

Ciò anche se la macchina governativa si è messa come sempre in moto imponendo limitazioni alla campagna delle opposizioni. Hanno giocato vari fattori: dalla crescente impopolarità del premier all'effetto negativo della nuova imposta su beni e servizi, fino al ruolo dei social media soprattutto presso le fasce giovanili della popolazione. Il bello è che Najib era un protetto di Mahathir, che contribuì a selezionarlo come candidato premier nel 2009. Ma le relazioni tra i due si guastarono presto.

Campione dei “valori asiatici” - Il nuovo premier dovrebbe restare al potere solo per due anni (come si è impegnato a fare), per poi cedere il posto a Anwar Ibrahim, un altro suo ex protetto con cui litigò nel 1998, tanto che lo fece arrestare l’anno dopo (Answar è ancora in carcere, dopo una seconda condanna strumentale per sodomia). La comune avversione a Najb li ha riavvicinati.

La carriera politica di Mahathir, nato il 10 luglio del 1925 a Alor Setar (nello stato nordoccidentale del Kedah), dura da oltre 70 anni, in quanto nel primo dopoguerra si unì al neonato Umno per poi diventarne il leader (non senza un periodo, negli anni '60, in cui ne fu espulso per contrasti con l'allora premier Turku Abdul Rahman). Nei suoi 22 anni di leadership del Paese, la Malaysia registrò il primo decollo economico, legato allo sviluppo di una serie di progetti nelle infrastrutture. Ma con il tempo lo stile di Mahathir divenne sempre più autoritario, senza remore particolari. È ancora ricordato in Occidente soprattutto come il conclamato campione dei “valori asiatici” in contrapposizione a quelli occidentali (di cui si fece interprete e banditore specie nel periodo della crisi asiatica della fine degli anni '90, ampiamente attribuita al capitalismo occidentale).

Belle parole che in sostanza rinviano a un concetto molto discutibile, secondo cui i popoli asiatici non sarebbero adatti a una piena democrazia in stile occidentale e abbiano bisogno e trovino conforto in leadership autoritarie che diano priorità a uno stabile sviluppo economico. Ma con il tempo deve avere avuto un pensiero in evoluzione. Dopotutto, solo grazie alla diffusione di valori occidentali non è finito in galera e può ora tornare al potere come leader della coalizione antigovernativa.

© Riproduzione riservata