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Di Maio-Salvini: «governo populista che scuote la vecchia Europa». Si teme per l’economia

Il titolo di cronaca dei siti di informazione stranieri è già una condanna: populisti più vicini al governo in Italia. Gli studiosi più attenti avvertono da tempo che l’accezione negativa dell’aggettivo va affievolendosi - i populisti non lo vivono come insulto, i non populisti accettano il dato di fatto - ma i giornali soprattutto stranieri rappresentano ancora un fronte di resistenza: populista non è una buona cosa, establishment non è una brutta parola, Lega e Movimento Cinquestelle alla guida della quarta economia europea non è una bella notizia.

Coglie un po’ il senso di questo cambiamento un titoletto di Politico Europe, uno dei pochi che grida alla possibile esplosione della Ue con Di Maio e Salvini al governo: parafrasando il new normal - la nuova normalità dopo la grande crisi globale 2007-2008 - scrive «new Euro-populist normal» come dire l’Europa si è già adattata ai nuovi arrivati. In generale però i toni dei primi articoli sono cauti perché il governo non è ancora nato, si preferisce un basso profilo come quello del Financial Timesche comunque indaga gli umori degli investori: la paura per l’economia accomuna le prime analisi.

Il titolo del Washington Post aggiunge l’aggravante, sarebbe il primo governo «completamente populista dell’Europa occidentale», l’Italia non è est e fra i paesi dell’ovest europeo supererebbe l’Austria dove da ottobre c’è un governo appoggiato dai conservatori di Kurtz e dall’estrema destra dell’FPO.

Il governo verde-oro da primato combinerebbe «elementi di euroscetticismo e protezionismo di estrema destra, l’Italia diverrebbe il paese prima fila della rivolta di un continente contro il vecchio ordine politico». Detto così sembra un fatto epocale ma anche pericoloso dal punto di vista americano «perché Roma sarebbe più vicina alla Russia, più dura con i migranti, e più ostile alle restrizioni sui conti imposte dall’Unione europea». C’è anche certo la curiosità di vedere «come una classe politica di insorti gestirà un paese che da due decenni combatte con la stagnazione economica e ora affronta i flussi migratori».

Brillano soprattutto le contraddizioni sulle proposte e promesse economiche in campagna elettorale dei Cinquestelle e della Lega, non a caso gli articoli dedicati alla politica italiana sono nella sezione business, con il Washington Post che sottolinea l’ostilità di Salvini all’euro definito «moneta tedesca», e con il Telegraph inglese, conservatore e pro Brexit, che titola sui timori dell’Ue che si prepara a uno «scenario da incubo con gli estremisti anti Bruxelles» al potere: un governo di «alleati improbabili che promette una tempesta di controverse misure, minaccia di cancellare l’aumento dell’Iva, rovesciare riforme economiche chiave, introdurre un reddito universale per i poveri e soprattutto lanciare un’offensiva fiscale in aperto contrasto con le regole europee» .

«Se due partiti euroscettici - è l’analisi di Bloomberg - riescono a trovare un accordo per prendere il controllo della quarta economia d’Europa, diventerebbero il maggiore ostacolo ai tentativi di rafforzare l’Unione europea». Sforzi in cui sono invece impegnati Angela Merkel ed Emmanuel Macron con il loro piano di una maggiore integrazione che presenteranno entro giugno.

Le pratiche conseguenze per l’Unione europea sono anche la preoccupazione della stringata presa d’atto della Bbc. «Per molti aspetti, la coalizione fra Cinquestelle e Lega è una scelta naturale. In campagna elettorale sono stati populisti, antisistema e hanno messo in discussione il rapporto fra l’Italia e il resto della Ue. Solo che i primi hanno promesso un reddito di cittadinanza ai poveri, i secondi una tassa piatta del 15% alle aziende, le due cose insieme riporterebbero a una rinegoziazione delle regole fiscali con la Ue».

Più drammatico Politico Europe - il sito versione europea è più d’assalto di quella americana ma comunque è molto letto a Bruxelles - che titola «Come l’Italia potrebbe far saltare in aria l’Unione europea come la conosciamo», un governo simile non avrebbe precedenti, sarebbe il primo a guidare uno dei sei Paesi fondatori dell’Unione, le conseguenze per l’Italia e l’Unione potrebbero farsi sentire nei prossimi mesi-anni». Quindi un’analisi di tutto quello che si rischia, «non l’uscita dall’euro perché il presidente Mattarella ha messo ben chiari limiti, forse l’unità sulle sanzioni contro la Russia sull’Ucraina, certo una crisi del progetto europeo e una perdita di potere del partito mainstream in Europa, il Ppe».

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