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Per la prima donna alla guida della Cia, la lunga ombra della tortura

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La prescelta di Trump

Per la prima donna alla guida della Cia, la lunga ombra della tortura

I repubblicani John McCain e Rand Paul da un lato della barricata. I democratici Joe Donnelly e Joe Manchin dall'altra. Ma le parti sono invertite, quando in gioco e' la ratifica in Senato della controversa nomina di Gina Haspel alla guida della Cia. McCain e Paul hanno deciso di votare contro la prescelta di Donald Trump, che diventerebbe anche la prima donna a ricevere le redini dei servizi segreti. Donnelly e Manchin a favore.

Il dramma politico vede la lunga esperienza di Haspel contrapposta al capitolo piu' oscuro di quell'esperienza - e tra i piu' discussi nella recente storia dell'intelligence americana: la sua gestione, nei panni di alto dirigente della Cia, dell'impiego della tortura contro sospetti di terrorismo all'indomani degli attentati dell'11 settembre 2001. McCain ha messo in chiaro meglio di tutti il nodo che si stringe sulla reputazione di Haspel: “Il suo ruolo nel supervisionare il ricorso alla tortura e' inquietante e il suo rifiuto di riconoscere l'immoralita' della tortura e' un elemento che la squalifica”.

La risposta informale e velenosa della Casa Bianca non si e' fatta attendere, testimonianza del teso clima politico nel Paese. “Tanto sta morendo”, ha detto un portavoce riferendosi al senatore, commento che seppure non pubblico ha subito fatto il giro dei mass media. McCain, che da prigioniero di guerra in Vietnam era stato sottoposto a torture, e' oggi gravemente malato di tumore.
La violenza della battaglia su Haspel e' proporzionale ai risicati margini di manovra al Senato a vantaggio dei repubblicani. La maggioranza conservatrice e' di soli due voti, 51 a 49, per far approvare candidati a posizioni chiave nell'amministrazione. E gran parte dei democratici la boccia: le defezioni di Donnelly e Manchin rappresentano un'eccezione, eletti in stati conservatori e favorevoli a Trump quali sono l'Indiana e la West Virginia; ulteriori “tradimenti” repubblicani la condannerebbero. Il voto sulla nomina in Commissione Intelligence e' atteso nella settimana entrante e quello dell'intero Senato entro fine mese.

Haspel, nel tentativo di superare le polemiche e gli ostacoli alla sua conferma, ha promesso “senza alcuna riserva”, durante le audizioni al Senato, che sotto la sua guida la Cia non fara' mai piu' uso di tortura, di programmi di “interrogatori rafforzati” come erano state definite pratiche quali il “waterboarding”, la simulazione di annegamento. Ha aggiunto che si rifiuterebbe di obbedire a ordini “immorali” anche qualora arrivassero dal Presidente. I servizi segreti, ha affermato, hanno “imparato dure lezioni”. La Cia “non era preparata a condurre programmi di incarcerazione e interrogatori. Oggi il governo statunitense ha un chiaro quadro legale e politico che governano detenzione e interrogatori”.

Durante la stagione delle torture Haspel era un alto funzionario nell'antiterrorismo. E numerosi parlamentari hanno criticato come imperdonabile il suo silenzio e la sua acquiescenza di allora. “Dove era il suo compasso morale all'epoca?”, ha chiesto retoricamente il senatore democratico Martin Heinrich.
Haspel, 61 anni, era stata in particolare responsabile di un cosiddetto “black site”, una prigione segreta, aperta dai servizi segreti americani nel 2002 in Tailandia e che fu teatro di torture. Nel carcere, dal nome in codice di “Cat's eye”, finirono numerosi sospetti militanti di Al Qaeda. Tra i torturati con waterboarding, sotto il suo comando, ci fu Adb al-Rahim al-Nasiri, considerato il mandante di una serie di attentati contro obiettivi militari americani.

Haspel e' pero' una veterana rispettata all'interno della comunita' di intelligence, aspetto sottolineato dai suoi difensori piu' ancora del fatto che farebbe storia come primo direttore donna. Alla Cia era entrata nel 1985 e negli anni ha ricoperto numerosi incarichi clandestini all'estero, spesso responsabile di cruciali sedi locali. Tra le sedi piu' prestigiose che ha diretto ci sono state Londra e, una volta rientrata in patria nel 2011, New York. Nel 2013 fu nominata responsabile del National Clandestine Service che controlla le operazioni segrete internazionali della Cia. E nel 2017 vice direttore della Cia da Trump. Anche se le promozioni, compresa l'ultima, probabile, a capo degli 007 americani, non dissipano facilmente le ombre del passato.

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