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La Wto dà ragione a Boeing nella faida contro Airbus

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I RAPPORTI uSA-UE

La Wto dà ragione a Boeing nella faida contro Airbus

Uno a zero per Boeing: nella faida dei cieli, che da 14 anni contrappone il colosso americano al rivale europeo Airbus, gli Stati Uniti incassano la prima vittoria. E ad assegnargliela è proprio la Wto, quell’arbitro del commercio internazionale che l’Amministrazione Trump contesta nel modo più radicale.

La faida dei cieli
Ieri, l’organo di appello della Wto ha confermato la decisione emessa nel 2016 dai giudici di primo grado, in base alla quale la Ue non ha abrogato tutti gli aiuti illegali erogati ad Airbus per la produzione dell’A380 e dell’A350. La Ue, in sostanza, non si sarebbe adeguata alla decisione emessa nel 2011 dalla stessa Wto, che le intimava di cancellare quei sussidi.

Il verdetto mette gli Stati Uniti nelle condizioni di imporre sanzioni sulle esportazioni Ue, e potrebbe trattarsi delle più alte del genere nella storia della Wto.

Per Boeing, i sussidi illegali europei ammonterebbero a 9 miliardi di dollari (in origine stimava la cifra in 22 miliardi). Trionfalistiche le dichiarazioni del suo chief executive, Dennis Muilenburg: «La decisione di oggi invia un messaggio chiaro: le violazioni delle regole e i sussidi illegali non sono tollerati. Il successo commerciali di prodotti e servizi deve essere determinato dai loro meriti, non da azioni che distorcono la concorrenza». Battagliero più che mai il falco delle politiche commerciali Usa, Robert Lighthizer: «I sussidi europei sono costati alle aziende Usa miliardi di dollari di minori ricavi. Se la Ue non smetterà di infrangere le regole, gli Usa dovranno varare contromisure». L’ammontare dei dazi che gli Usa potranno imporre sarà deciso in un procedimento a parte, che potrebbe durare fino a un anno, nel quale la Wto dovrà stabilire l’entità dei danni subiti da Boeing.

La Commissione Ue ha immediatamente annunciato che si adeguerà al più presto alla decisione e che gran parte dei programmi di sostegno si è già esaurita. E prova a vedere il bicchiere mezzo pieno, sottolineando che la Wto ha rigettato 204 delle 218 richieste avanzate dagli Usa. La sentenza, ha affermato il commissario al Commercio Ue, Cecilia Malmstroem, «ha rigettato la stragrande maggioranza delle rivendicazioni degli Usa secondo cui questo sostegno ha danneggiato le vendite di Boeing».

Quello di ieri è il primo verdetto definitivo di una battaglia legale iniziata nel 2004. Tra qualche mese si giocherà il match di ritorno, quando la Wto dovrà decidere se gli Usa, a loro volta, hanno violato l’ordine intimato del 2012, di interrompere i sussidi pubblici illegali erogati a Boeing. Per la Ue, il colosso americano avrebbe ricevuto 20 miliardi di aiuti.

La faida dei cieli ha una storia del tutto autonoma rispetto alle recenti tensioni innescate da Washington nei rapporti tra Usa e Ue, ma l’onda d’urto potrebbe farsi sentire su altri tavoli, da quello dei dazi Usa su acciaio e alluminio, a quello dell’accordo sul nucleare iraniano e delle sanzioni extraterritoriali varate da Washington e che minacciano molte imprese europee.

Il fronte iraniano
Il vertice dei capi di Stato e di Governo europei di questa sera e domani mattina a Sofia, dedicato all’integrazione nella Ue dei Balcani, sarà in realtà dominato proprio da questi temi: le minacce sul futuro del commercio internazionale, la questione iraniana e la situazione arabo-israeliana.

In una lettera inviata ai leader ieri, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha riassunto i temi che verranno discussi. Il tono è combattivo sia sui dazi Usa che sulla scelta americana di abbandonare l’accordo sul nucleare iraniano: «Vorrei che il nostro dibattito confermasse senza ombra di dubbio che fin tanto che l’Iran rispetterà i termini dell’accordo, anche la Ue li rispetterà».

Ieri sera, a Bruxelles, i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Regno Unito hanno tenuto una riunione con l’Alta rappresentante per la Politica estera Federica Mogherini e l’omologo iraniano Mohammad Zarif. L’accordo del 2015 ha molto migliorato le condizioni economiche dell’Iran e Teheran ha sottolineato quanto sia importante per preservare l’intesa con l’Europa.

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