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Mistero dell’aereo fantasma in Malesia: il pilota si è suicidato

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il boeing scomparso nel 2014

Mistero dell’aereo fantasma in Malesia: il pilota si è suicidato

Le firme su un muro che ricorda il numero dell’aereo scomparso
Le firme su un muro che ricorda il numero dell’aereo scomparso

Il pilota del volo MH370 scomparso sull'Oceano Indiano l'8 marzo 2014 con 239 persone a bordo «ha deliberatamente eluso i radar» ed ha fatto precipitare l'aereo in una missione suicida pianificata a lungo: ne è convinto il team di inquirenti che ha cercato di risolvere il mistero del Boeing 777 della Malaysia Airlines, incluso Martin Dolan, l'uomo che ha guidato le vane ricerche sottomarine dell'aereo. Dolan, riporta Newsweek, ha parlato al programma australiano «60 Minutes».

Per molto tempo si è cercato questo aereo scomparso nel nulla e tutte le ipotesi sono state fatte. Terrorismo, malore, fino a teorie complottiste.

Giù due anni fa si era arrivati alla certezza che il Boeing non sarebbe caduto per un'avaria, ma sarebbe stato deliberatamente pilotato in mare, così dichiarava nel 2016 Peter Foley, dell'Australian Transport Safety Bureau, direttore del programma di ricerca operativa del volo MH370. I danni osservati sui relitti recuperati suggerivano infatti che il Boeing 777 fosse sotto il controllo di un pilota quando si è inabissato nell'oceano.

Secondo gli inquirenti il pilota del volo, il capitano Zaharie Ahmad Shah, 53 anni, sorvolò Penang, la sua città natale in Malaysia, prima di virare a sinistra, depressurizzare l’aereo e farlo inabissare nell’oceano.

I dati satellitari indicano che l'aereo, partito da Kuala Lumpur, ha finito il carburante edè precipitato nell'Oceano Indiano, a ovest dell'Australia, a migliaia di chilometri da Pechino, la sua prevista destinazione. Alcuni oggetti e parti dell'aereo sono stati trovati sulle spiagge che si affacciano sull'Oceano Indiano, ma la più imponente ricerca sottomarina della storia - coordinata dall'Ufficio per la sicurezza dei trasporti australiano (Atsb) - è stata interrotta dopo due anni, nel gennaio 2017. Sei giorni dopo la scomparsa dell'aereo le abitazioni del comandante e del copilota - Zaharie Amad Shah e il giovane Fariq Abdul Hamid - sono state perquisite ed alcuni computer sono stati sequestrati. Incluso uno con un software di simulazione di volo che sarebbe stato usato dal pilota per studiare il cambio di rotta dell'aereo.

La missione è «stata pianificata meticolosamente per far sparire il velivolo», incluso il volo lungo il confine tra la Thailandia e la Malaysia per evitare che nessuna delle due parti intervenisse», ha detto Simon Harvey, un pilota britannico con molte ore di volo alle spalle davanti ai comandi di Boeing 777
in Asia: «Se qualcuno mi desse il compito di far sparire un 777, farei esattamente la stessa cosa», ha aggiunto il comandante a '60 Minutes'.

Secondo l'inquirente Larry Vance specializzato in incidenti aerei, Zaharie Amad Shah ha indossato una maschera dell'ossigeno prima di depressurizzare l'aereo per rendere i passeggeri e l'equipaggio privi di conoscenza. «Si stava suicidando e sfortunatamente stava uccidendo tutti gli altri a bordo e lo ha fatto deliberatamente», ha aggiunto. Da parte sua, Dolan non pensa che si sia trattato di un atto terroristico: «Se fosse stato un evento terroristico - ha detto -, è quasi inevitabile che un'organizzazione terroristica lo rivendicasse. Nessuno lo ha fatto».

Se le cose sono realmente andate come pensano gli esperti, si tratterebbe quindi di un episodio molto simile a quello del volo Germanwings 9525 in servizio tra Barcellona e Duesseldorf, fatto precipitare nel marzo 2015 sulle Alpi di Provenza francesi dal copilota, il tedesco 27enne Andreas Lubitz, che era in cura per una sindrome depressiva.

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