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Abenomics in stallo: Pil giapponese in contrazione per la prima volta da…

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«Abenomics» in stallo

Abenomics in stallo: Pil giapponese in contrazione per la prima volta da due anni

Dopo il brusco rallentamento della locomotiva tedesca - che nel primo trimestre ha dimezzato la corsa al +0,3% dal +0,6% degli ultimi tre mesi del 2017 - e i recenti segnali di decelerazione in Usa e Cina, anche la terza economia mondiale si mostra in affanno, segnalando una maggiore problematicità della crescita proprio quando si rafforzano le tensioni commerciali internazionali e quelle geopolitiche: il Giappone ha interrotto una serie positiva che durava da otto trimestri (il periodo più lungo di espansione ininterrotta dagli anni '80).
Secondo i dati preliminari, il Prodotto interno lordo reale nipponico nei primi tre mesi dell'anno si è contratto dello 0,2 % sul trimestre precedenti, pari a un arretramento su base annualizzata dello 0,6%. Si tratta del primo dato trimestrale con il segno meno dal -1,1% annualizzato del periodo ottobre-dicembre 2015, il che rappresenta un colpo per l'Abenomics (l'insieme delle strategie promosse da Shinzo Abe per stimolare la crescita economica) in un momento in cui il premier è sotto pressione per un paio di scandali di presunti favoritismi. Tra i fattori alla base della performance deludente, vari analisti citano comunque il brutto tempo che ha contribuito a frenare i consumi, risultati piatti. La domanda esterna ha dato un modesto apporto positivo di +0,1 punti percentuali. Da notare, peraltro, che il deflatore del Pil è salito da zero a 0,5. Si segnala anche una revisione al ribasso a un +0,6% annualizzato per il dato sul quarto trimestre 2017.

L’outlook 2018 resta positivo
Nomura, che aveva esattamente pronosticato un Pil a -0,6% annualizzato, ritiene comunque che nel trimestre in corso il Sol Levante dovrebbe tornare alla crescita, non da ultimo di riflesso agli attesi effetti positivi delle politiche fiscali espansionistiche negli Stati Uniti, che dovrebbero sostenere l'economia globale e quindi le esportazioni giapponesi.
Se non si materializzeranno i peggiori timori degli investitori - vere guerre commerciali, shock petrolifero determinato dal esenzioni in Medio Oriente o nuove crisi in Europa - l'outlook per il 2018, nel mondo e in Giappone, dovrebbe insomma restare positivo. Resta da verificare l'impatto sull'economia nipponica orientata all'export delle frizioni commerciali tra Usa e Cina e dei venti di crescente protezionismo.

La politica monetaria non cambia
Tokyo, tra l'altro, a differenza di altri alleati degli Usa, non è stata esentata nemmeno temporaneamente dai azioni americani su acciaio e alluminio. Come successo spesso negli ultimi anni, le rosee previsioni sull'economia rilasciate dalla Banca del Giappone - che continua imperterrita nella sua politica monetaria ultraespansiva - cominciano ad apparire venate da un eccesso di ottimismo.

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