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Emirati, il made in Italy delle costruzioni e delle griffe protagonisti…

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Grandi opere

Emirati, il made in Italy delle costruzioni e delle griffe protagonisti nella sfida tra Mall

Al Reem e Al Maryah sono due isolotti di fronte ad Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi. Negli ultimi anni sono diventati la Manhattan della metropoli, quartiere esclusivo tutto grattacieli, marine e hotel 5 stelle e shopping di lusso. Stamattina il ministro Sheikh Nayan bin Nayan, uno degli eredi della famiglia reale, e l’ambasciatore Liborio Stellino posano la prima pietra del Reem Mall, ciclopico progetto commerciale, costruito dall’italiana Itinera. Sarà il più grande centro commerciale di Abu Dhabi, con 600mila metri quadrati e 450 negozi, più un parco giochi di neve (artificiale, ovviamente) di 8mila metri quadri.

A Dubai, 140 chilometri più a Nord, la stessa distanza che c’è tra Milano e Torino, un frenetico via via di camion di cemento, con il logo rosso di Salini Impregilo, fa la spola in una immensa area desertica sullo sfondo del Burj Khalifa: è il cantiere per le gigantesche fondazioni del Meydan One, destinato a diventare il più grande shopping mall al mondo, con un milione di metri quadri di negozi e attrazioni.

Tra gli emiri, è scoppiata la “guerra dei Mall”: una escalation di mega centri commerciali, che sono una mania per gli arabi degli Emirati (sono d’altronde l'unico luogo di aggregazione sociale in una terra altrimenti invivibile). La sfida al gigantismo dei moderni faraoni è un pezzo d’Italia: il “re dei pedaggi” Beniamino Gavio, l’erede della famiglia di Tortona che nel Dopoguerra ha costruito un impero nelle autostrade del Triangolo Industriale Milano-Torino-Genova, sarà l’artefice del nuovo Reem Mall nella capitale; Pietro Salini sta costruendo il futuristico Meydan. Nell’anniversario dei 5 anni dalla scalata a Impregilo, che vide la Salini di Roma scalare la storico costruttore di Milano, sfidando la famiglia Gavio, ritorna la battaglia tra i due rivali.

“I centri commerciali c'è chi li ama e chi li odia, ma in questa parte di mondo, ricca e sempre più meta di turisti internazionali, sono una vetrina incredibile e un mercato enorme per i prodotti italiani”

 

Solo che, stavolta, si gioca a 5mila chilometri dall’Italia e sul campo neutro degli Emirati: Gavio costruisce ad Abu Dhabi; Salini costruisce a Dubai, formalmente città cugine della stessa federazione di emirati. Nei fatti, però, due rivali che disputano un derby infinito per primeggiare nel mondo: al Reem lavoreranno a regime 6mila operai; al Meydan si toccano già i 7mila. «Numeri che nel mondo si vedono solo per le costruzione di dighe», fa notare Ivano Miscoli, responsabile di Salini Impregilo Dubai.

Diversamente dal 2012, nessuno degli italiani uscirà stavolta sconfitto dalla Guerra dei Mall. Anzi, tutti ci guadagnano: per Itinera, al debutto nel Golfo Persico (in società con il costruttore locale Banthoot), una commessa da oltre 500 milioni di euro; per Salini Impregilo, ormai una potenza nell’area (spazia dalla metro di Riyadh agli stadi del Qatar), il Meydan vale 430 milioni dollari (ma solo per le fondazioni, il resto è ancora da appaltare) su un progetto totale di 1,5 miliardi di dollari. Dubai e Abu Dhabi si sono imbarcate in una sorta di parossistica battagli per superare i propri record. Il Meydan One avrà la pista da sci indoor più grande al mondo: 1,5 chilometri di discesa innevata in mezzo al deserto arabico a 40 gradi. Al punto che la pista dell’hotel Kempinsky, primo impianto sciistico al mondo in un paese tropicale, con i suoi “soli” 300 metri, sembrerà il regno di Lilliput.

Inaugurato nel 2008, il Dubai Mall da 10 anni detiene il primato di più grande al mondo, coi suoi 800mila metri quadrati. Ma nel 2020 perderà lo scettro per darlo al Meydan One; un affronto che Emaar, il gruppo immobiliare proprietario, non poteva tollerare. E allora che ecco, ancor prima che il Meydan veda la luce, al Dubai Mall hanno aperto un’altra ala, la Fashion Avenue, che aumenta il numero di negozi (saliti a 1200). Un escamotage che permetterà di potersi definire ancora il più grande mall al mondo, come insegne, anche se il prima quanto a superficie andrà al Meydan.

Tuttavia, il vincitore della guerra dei mall sarà il Made in Italy. Perché, banalmente, queste cattedrali laiche dell’era moderna vanno “riempite” con negozi: e basta farsi un giro per uno qualsiasi dei Mall che affollano Dubai per accorgersi che l'Italia è ovunque; è il paese con più negozi. I centri commerciali c'è chi li ama e chi li odia, ma in questa parte di mondo, ricca e sempre più meta di turisti internazionali, sono una vetrina incredibile e un mercato enorme per i prodotti italiani: più centri commerciali vuol dire più boutique italiane e, si presume, più ricavi. Non a caso la nuova ala del Dubai Mall si è subito riempita di maison del Belpaese: Brunello Cucinelli, Armani, Dolce&Gabbana, Gucci e Valentino.

La prossima settimana sarà Prada ad inaugurare una boutique nella Fashion Avenue; un mese prima, Diego Della Valle è volato di persona a Dubai per tenere a battesimo il debutto di Tod’s nella nuova sezione iper esclusiva dell’immenso mall. Vuoi vedere che saranno i giganteschi centri commerciali degli Emirati a far vincere il Made in Italy?

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