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Zuckerberg a Bruxelles, che cosa aspettarsi dall’incontro di oggi

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DOMANI DA MACRON

Zuckerberg a Bruxelles, che cosa aspettarsi dall’incontro di oggi

Reuters
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Il gran giorno è arrivato. Un po' in sordina rispetto al clamore di qualche settimana fa, il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg incontrerà oggi gli europarlamentari a Bruxelles. L'incontro sarà trasmesso in diretta streaming, dopo le proteste di alcuni gruppi all'ipotesi di un'audizione a porte chiuse, sprovvista di quei criteri di «trasparenza» che avevano motivato la visita dell'imprenditore alle istituzioni Ue.

Non bisogna aspettarsi uno show sulla falsa riga di quello andato in scena al Congresso americano, ma gli argomenti saranno simili: privacy, gestione dei dati degli utenti e l'impatto del social sulle scelte politiche dei cittadini. Un tasto di grande sensibilità per le istituzioni europee, a un anno di distanza dalle elezioni del maggio 2019 per il rinnovo dell'Europarlamento.

Chi, quando, cosa
Zuckerberg non incontrerà esattamente «l'europarlamento», ma il suo presidente Antonio Tajani, i rappresentanti degli otto gruppi politici rappresentati nell'Eurocamera (popolari, socialdemocratici, conservatori e riformisti, liberali e democratici, sinistra unitaria europea, gruppo Europa delle libertà e della democrazia) e Claude Moraes, il socialdemocratico inglese che presiede la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe). L'appuntamento è previsto dalle 18:15 alle 19:30 e sarà trasmesso sul sito dell'Europarlamento. Zuckeberg ha dato il via libera allo streaming dopo il pressing su Tajani di diversi rappresentanti Ue, a partire dalla commissaria Vera Jourova.

Di cosa si parlerà
Sugli account Twitter di alcuni europarlamentari stanno già circolando delle immagini di «Zuck» con una didascalia abbastanza eloquente: citizens deserves answers, i cittadini meritano risposte. Il tema di fondo è quanto Facebook sia invasivo rispetto alla privacy dei cittadini e in che maniera possa veicolare manipolazioni elettorali, dopo il precedente “illustre” dello scandalo di Cambridge Analytica (un'azienda di marketing elettorale che ha ottenuto e utilizzato per la sua attività informazioni tratte da profili Facebook, inclusi 2,7 milioni di cittadini europei).

Le domande potrebbero vertere su come la piattaforma ritiene di proteggere la riservatezza dei suoi iscritti e quali sarebbero i suoi sistemi di vigilanza nell'ipotesi di un nuovo datagate. Tra l'altro , l'Unione europea si è attrezzata con uno strumento di pressione sconosciuto negli Usa: il Gdpr, il regolamento sulla gestione dei dati che avrà efficacia dal 25 di maggio. Fra le strette che colpiranno nel vivo Facebook ci sono l'obbligo di notifica tempesiva in caso di violazione dati (72 ore) e una richiesta di consenso esplicito sull'uso dei dati. In teoria il social sta già provvedendo con una serie di aggiornamenti e ha dichiarato a più riprese che «prende molto sul serio la privacy dei suoi utenti».

C'è dell'altro? Sì
Zuckerberg ha retto senza troppi problemi al torchio del Congresso americano, di fatto incapace di far scivolare il 33enne sui punti - veramente - critici del suo modello di business. Ma i rappresentanti di Bruxelles sembrano intenzionati ad andare più a fondo, complice la maggiore attenzione legislativa alle tematiche di privacy e antitrust.

Il presidente del Libe, Claude Moraes, ha preannunciato che i fra i temi caldi del colloquio ci potrebbero essere la violazione delle regole di concorrenza provocata dall'integrazione dei dati di Facebook con quelli del sistema di messaggistica Whatsapp e il social network Instagram (acquisiti rispettivamente nel 2014 e nel 2012), oltre al disequilibrio che si verrà a creare dopo il 25 maggio fra Usa e Europa in materia di privacy. Zuckerberg, come tutti i manager delle grandi aziende tech, ha applaudito (formalmente) al regolamento e assicurato che ne terrà conto. Di fatto, però, l'azienda sta facendo di tutto pe rminimizzare gli impatti del Gdpr e portare più utenti possibili sotto l'ala del diritto americano, dove si manteranno regole meno stringenti di quelle congegnate dall'Europa.

Da Bruxelles all'Eliseo
Il giorno dopo l'incontro con l'Europarlamento, Zuckerberg sarà di nuovo in viaggio per l'Europa. La destinazione è Parigi, dove il cofondatore di Facebook è atteso dal presidente Emmanuel Macron all'Eliseo. L'incontro sarà alle 17:30. Perché «Zuck» andrà solo in Francia? In realtà non è il solo. Il pretesto è Viva Technology, un maxievento di startup e tecnologie che andrà in scena a Parigi dal 24 al 26 maggio. Fra gli ospiti, oltre a lui, ci sono Satya Nadella (Ceo di Microsoft), Dara Khosrowshahi (suo omologo di Uber) e Ginni Rometty (presidente Ibm). Ma soprattutto 80mila partecipanti, 8mila startup e 1.400 investitori, la categoria più preziosa per le ambizioni di Macron di trasformare la Francia nella nuova mecca tech del Vecchio Continente.

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