Mondo

Scatta ad Amburgo il primo divieto alle auto diesel

  • Abbonati
  • Accedi
lotta all’inquinamento in germania

Scatta ad Amburgo il primo divieto alle auto diesel

FRANCOFORTE. Due tratti di strade «molto congestionate», a partire dal 31 maggio, saranno chiusi al traffico di auto e camion con motori diesel Euro5: è questo il divieto, molto circoscritto sul territorio ma di portata storica, adottato da Amburgo, la prima città in Germania ad introdurre il blocco alla circolazione di veicoli inquinanti con motore a gasolio. Monaco di Baviera ha subito messo le mani avanti, ieri, rassicurando i suoi cittadini con vecchie auto che non seguirà questo esempio.

Ma non è affatto detto che il divieto di Amburgo, che ha rotto per prima il ghiaccio implementando l’autorizzazione dello scorso febbraio del Tribunale amministrativo federale di Lipsia, resti un caso isolato: sono 66 le città tedesche sulla lista nera di Bruxelles che superano ampiamente i limiti di ossidi di azoto (Nox) fissati dalla Ue, più di tutti Monaco, Stoccarda e Duesseldorf e una ventina finite sotto i riflettori dell’organismo che tutela l’ambiente in Germania DUH.
I due tratti di strada di Amburgo, lunghi rispettivamente 590 metri e 1,6 chilometri, hanno già fatto scattare le polemiche di chi ha fatto notare come il traffico che verrà deviato, soprattutto quello dei camion che trasportano merci, andrà a congestionare altri quartieri più residenziali. A difesa del provvedimento, il Comune ha fatto sapere che il traffico sarà dirottato in zone «più ventilate».

Un’altra polemica riguarda il modo in cui questo divieto verrà rispettato: le auto non saranno munite di uno speciale bollino e quindi dovranno essere fermate e controllate una ad una per la verifica dei documenti da parte della polizia stradale. Nel caso di violazione del blocco, la prima volta il conducente avrà solo un avvertimento, seguito da una multa da 25 euro che sale a 75 euro alla terza violazione. Ad Amburgo sono immatricolate 330.000 auto con motore diesel, di cui 116.000 con Euro6 e dunque non toccate dal divieto.
L’inquinamento causato dai vecchi motori diesel e i limiti imposti da Bruxelles, che porteranno a sanzioni pesanti nelle città tedesche inadempienti, sono nodi che il governo guidato da Angela Merkel non ha sciolto. La temuta introduzione di una legge a livello federale, che avrebbe imposto alle case automobilistiche la rettifica del software nei vecchi motori per renderli a norma, non è stata varata.

La cancelliera al contrario ha detto, nel corso del recente dibattito in Parlamento sul budget 2018, che lo Stato non può costringere l’industria a correre ai ripari e che la decisione sul come recuperare la fiducia dei clienti deve essere lasciata alle imprese. La Merkel ha aggiunto di essere contraria a provvedimenti da parte del governo che potrebbero indebolire l’industria automobilistica in un momento in cui il settore è chiamato a fare grandi investimenti in nuove tecnologie e innovazione.
La Germania ha inventato il motore diesel e lo reputa per certi versi ancora competitivo per il basso inquinamento di CO2. Le case automobilistiche possono ridurre o annullare le emissioni NOx con piani di rottamazione aiutati da incentivi pubblici oppure con interventi sui singoli motori con costi che hanno una forchetta molto ampia, da un minimo di 1.300 euro fino a 5.000 euro per vettura. L’industria automobilistica tedesca dà lavoro a 800.000 dipendenti e traina il Pil del Paese e l’export.

© Riproduzione riservata