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Macron, da San Pietroburgo sfida a Trump, Total raddoppia in Russia

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Macron, da San Pietroburgo sfida a Trump, Total raddoppia in Russia

Doppia sfida alla Casa Bianca: la settimana scorsa con Nord Stream 2, gasdotto su cui Angela Merkel e Vladimir Putin si sono impegnati, malgrado le pressioni americane a bloccare il progetto. E giovedì sera, da San Pietroburgo, con Total: sotto gli occhi di Putin e di Emmanuel Macron, ospite d’onore al Forum economico di San Pietroburgo, la compagnia francese ha consolidato la propria presenza nel Paese firmando un accordo con la russa Novatek per acquisire una partecipazione del 10% nel progetto Arctic LNG-2. Nel nord della Siberia, nella penisola di Gydan, Novatek si propone di replicare il progetto già attivo nella penisola di fronte, Yamal, sempre con Total, per produrre gas naturale liquido dai grandi giacimenti dell’Artico russo.

Progetti in una botte di ferro sul fronte sanzioni? Lo hanno chiesto a Patrick Pouyanne, presidente e amministratore delegato di Total. «Niente è completamente al riparo dalle sanzioni - ha risposto il manager francese -. Il miglior modo per essere al sicuro dalle sanzioni è che non ce ne siano».

Teoricamente né Nord Stream né Arctic LNG-2 dovrebbero essere nel mirino: le sanzioni della prima “ondata”, decise nel 2014 con la crisi ucraina, non riguardano il gas. Ma le ultime direttive del Tesoro Usa citano espressamente Nord Stream 2, instillando sia in Germania che in Russia il sospetto che il vero obiettivo di Donald Trump sia vendere più gas liquido americano in Europa. Aspettative freddate da Putin, che a Pietroburgo ha ricordato che il gas russo costa il 30% meno di quello liquido americano: «Su certe distanze - ha ripetuto - non c’è competizione con i nostri gasdotti».

Più scivoloso il fronte dei finanziamenti dei progetti, coperti nel primo progetto Yamal sostanzialmente dai partner cinesi del consorzio. Total precisa che calcolando la sua quota del 19% in Novatek, che a sua volta intende mantenere il 60% del progetto Gydan, l’interesse totale dei francesi sarà del 21,5%. Leonid Mikhelson, ad e presidente di Novatek,ha stimato in 25,5 miliardi di dollari il valore del progetto, che avrà una capacità produttiva prevista di circa 19,8 milioni di tonnellate l’anno. Annunciando che la definizione degli investimenti previsti dovrebbe concludersi a metà del prossimo anno, Mikhelson ha ricordato l’interesse dell’italiana Saipem a prendere parte al progetto, in gara per la costruzione di una piattaforma.

Strettamente legata alla Russia, Total ha messo in discussione nei giorni scorsi la propria presenza in Iran, se non riuscirà ad avere un’esenzione dalle sanzioni che gli Stati Uniti torneranno a imporre dopo aver abbandonato l’accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015 insieme a Russia, Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna. Dopo averne parlato insieme nel bilaterale di giovedì sera, Macron e Putin sono tornati sull’argomento ieri, insieme al premier giapponese Shinzo Abe e a Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, durante l’assemblea plenaria, il momento centrale del Forum di Pietroburgo. E se l’accordo tra Total e Novatek ha coronato il riavvicinamento tra Putin e Macron, la volontà comune di salvare le intese con Teheran sono l’occasione per approfondire il legame. Putin ha dato un cauto assenso al tentativo del presidente francese di aggiungere all’accordo sul nucleare altri negoziati con gli iraniani, riguardo al loro programma missilistico e alla loro influenza nella regione mediorientale.

Russia-Francia, Macron: avanti con Putin pur con incomprensioni

I prossimi mesi diranno se la sintonia che questi due giorni di Macron in Russia sono sembrati creare con Putin porteranno a passi avanti concreti. A partire dal problema più difficile di tutti, la crisi ucraina a proposito della quale Macron ha chiarito che «non toglieremo le sanzioni» se non vedrà progressi: «La palla è nel campo della Russia, lo abbiamo discusso». Il vero banco di prova per il presidente francese, che chiede l’aiuto di Putin nel difendere il multilateralismo messo in discussione da Washington, pur nel rispetto della sovranità delle singole nazioni. Alla plenaria di Pietroburgo, guardando fisso Putin negli occhi, Macron ha ricordato che «abbiamo bisogno di una partnership forte. Per questo dobbiamo ancorare la Russia all’Europa».

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