Mondo

Trump ci ripensa: confermato per il 12 giugno il summit con Kim Jong-un

  • Abbonati
  • Accedi
l’incontro a singapore

Trump ci ripensa: confermato per il 12 giugno il summit con Kim Jong-un

Alla fine il summit storico tra Donald Trump e Kim Jong Un ci sarà. L’appuntamento è confermato per il 12 giugno a Singapore, come originariamente previsto. Ad annunciarlo è stato il presidente americano, in una giornata in un certo senso già storica di suo: per la prima volta in 18 anni, un leader americano ha accolto alla Casa Bianca un funzionario nordcoreano di alto livello. Il protagonista dell'incontro è stato Kim Yong Chol, il vicepresidente nordcoreano giunto a Washington per consegnare nelle mani di Trump una lettera - secondo Trump «molto bella e interessante» - scritta dal leader nordcoreano Kim Jong Un.

La missiva è la risposta a quella datata 24 maggio con cui Trump annunciò la cancellazione del summit con Kim per via di un improvviso aumento delle tensioni «ormai superate» ha spiegato Trump. Nella lettera, sostiene il Wsj, Kim aveva espresso l’interesse per il summit. A dimostrare l’andamento positivo dell'incontro odierno alla Casa Bianca c'è stata la sua durata, oltre un'ora, e il fatto che Trump abbia accompagnato Kim Yong Chol fino alla sua partenza dal civico 1600 di Pennsylvania Avenue.

Ex capo dei servizi segreti nordcoreani, Kim Yong Chol è stato il primo funzionario accolto nella capitale Usa da quando il maresciallo Jo Myong Rok fu ricevuto nel 2000 dal presidente democratico Bill Clinton; allora, l'uomo vicino a Kim Jong Il, il padre dell'attuale leader nordcoreano, consegnò a Clinton una lettera di invito a recarsi a Pyongyang, offerta declinata dall’allora leader americano. Soggetto personalmente a sanzioni Usa per il suo ruolo nel programma nucleare del suo Paese e per avere presumibilmente messo a punto un attacco che ha fatto affondare una nave sudcoreana nel 2010, uccidendo 46 marinai, il funzionario nordcoreano aveva già incontrato ieri e mercoledì a New York il segretario di Stato, Mike Pompeo.

L'ottimismo era già nell'aria. «Sono impaziente di arrivare al giorno in cui toglieremo le sanzioni dalla Corea del Nord», ha aggiunto Trump spiegando che non userà più l’espressione «massima pressione» in riferimento a quella da esercitare sulla nazione più isolata al mondo. Intanto le due Coree hanno ripreso le trattative di alto livello bruscamente interrotte da Kim a metà maggio. In una nota congiunta, Pyongyang e Seul si sono impegnati a riprendere le trattative per riunire le famiglie separate dalla Guerra di Corea del 1950-53, per ridurre le tensioni lungo il loro confine e per inviare una delegazione congiunta ai Giochi asiatici del 2018. Come detto il 27 aprile scorso, le due nazioni intendono aprire un ufficio di rappresentanza nella città nordcoreana di Kaesong. Non si è parlato del programma nucleare del Nord ma Kim ha detto al ministro degli Esteri russo che intende procedere con la denuclearizzazione. Resta da capire cosa esattamente intenda.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

© Riproduzione riservata