Mondo

Il Messico fa scattare i dazi contro gli Usa: colpiti prodotti…

  • Abbonati
  • Accedi
reazione a trump

Il Messico fa scattare i dazi contro gli Usa: colpiti prodotti agricoli e acciaio

Il peso messicano è arrivato a perdere l'1,7% contro il dollaro non appena il Messico ha pubblicato un decreto firmato dal presidente Enrique Pena Nieto con cui si annunciano dazi contro una serie di prodotti agricoli e in acciaio in arrivo dagli Usa. La nazione dell'America centrale risponde così alla decisione del presidente americano Donald Trump di fare scattare anche per il Messico - così come per il Canada e la Ue - le tariffe doganali contro acciaio e alluminio (entrate in vigore l'1 giugno scorso).

Un dollaro è arrivato a comprare 20,4168 peso, livelli che non si vedevano dal febbraio 2017. Ad essere presi di mira dal governo messicano sono carne di maiale, mele e patate (su cui verranno imposti dazi del 20%), formaggi e bourbon (20-25%) oltre a prodotti in acciaio. Lo scorso anno il Messico ha importato quasi 650.000 tonnellate di carne di maiale (spalla e stinco, snobbate dagli Usa dove si preferiscono pancetta e costine) per un valore di 1,07 miliardi di dollari. Per sostituire le forniture dagli Usa, il Messico potrebbe rivolgersi al Canada o all’Unione europea. «Ci rivolgeremo senz’altro alla Ue per importare carne di maiale», ha detto il ministro dell’Economia Ildefonso Guajardo.

La situazione complica ulteriormente i negoziati per la riscrittura del North America Free Trade Agreement (Nafta), a cui Trump preferirebbe un accordo ad hoc siglato separatamente con Canada e Messico, come ha confermato oggi il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow. A pesare sul cambio sono anche le parole di John Cornyn, il numero tre del partito repubblicano al Senato, secondo cui difficilmente i legislatori Usa avranno il tempo per approvare quest'anno un nuovo Nafta. Lo speaker della Camera, Paul Ryan, aveva indicato che un nuovo patto doveva essere siglato almeno in linea di principio entro il 17 maggio in modo da permettere all'attuale Congresso di votare prima di fine anno. Da gennaio infatti la composizione di Capitol Hill potrebbe cambiare a seconda dell'esito delle elezioni di metà mandato di novembre.

© Riproduzione riservata