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Garde: il design tra Giappone e Italia

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Asia e Oceania

Garde: il design tra Giappone e Italia

Guido Tarchi, vicepresidente Garde, e Yukio Ishiyama, responsabile ufficio Garde Milano
Guido Tarchi, vicepresidente Garde, e Yukio Ishiyama, responsabile ufficio Garde Milano

Italia e Giappone tendono a vantarsi di aver dato vita a due delle migliori scuole di architettura e design del mondo. C'e' un luogo dove queste due scuole si incontrano e interagiscono: via Tortona 37, nel cuore del polo milanese del design a ridosso dei navigli. Nel complesso disegnato da Matteo Thun ha la sede italiana il gruppo giapponese Garde, specializzato in interior design e branding, con vari filiali nel mondo e un team di oltre 120 persone. Sei sono nel capoluogo lombardo: 3 giapponesi e 3 italiani. A Tokyo – ma spesso in giro per il mondo – sta un vicepresidente italiano, Guido Tarchi, membro del cda della casa madre.

Garde: il design tra Giappone e Italia

“Il mix italo-giapponese, specialmente negli ultimi anni in cui l'interesse per il Giappone è cresciuto sempre più in Occidente, funziona perfettamente – afferma Tarchi -. I nostri clienti sono interessati ad avere questo mix di culture nel nostro servizio, che cerca di dare il meglio della cultura occidentale e di quella orientale in una sintesi di unicità”. Un esempio: il ristorante Sushi B in Brera, “ dove uno stile e molto giapponese è un po' adattato alla realtà del centro storico di Milano”. “Ci occupiamo principalmente di design di interni – prosegue Tarchi – I clienti vengono soprattutto dal mondo della moda europea, Francia e Italia in particolare. Come seconda linea di business, abbiamo clienti che ci richiedono disegno di concept di interni, nei settori alberghiero, food and beverage, shopping center, ma anche residenziale e corporate office”.

Il responsabile dell'ufficio milanese di Garde Italia è Yukio Ishiyama, da 25 anni nel capoluogo lombardo e membro dell‘Ordine degli Architetti. “Siamo un ponte di collegamento tra Italia e Giappone non solo in termini di cultura del design, ma di lavoro e networking – dice – Nascono tante idee e progetti, in interazione sulla direttrice Milano-Tokyo”. Senza contare poi la portata di una rete aziendale che può far leva su filiali anche a Parigi, New York e Los Angeles, oltre che in Asia (da Osaka a Hong Kong, da Shanghai a Singapore) per una combinazioen tra estetica giapponese e risorse globali di design. Ishiyama, in particolare, si mostra fiero di uno dei suoi progetti: il concept shop Emporium di Baku (Azerbaijan), che ha ottenuto il premio European Best Retail Interior nell'ambito degli International Property Awards.

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