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Macron su Aquarius rimane solo: En Marche si spacca sui migranti

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Macron su Aquarius rimane solo: En Marche si spacca sui migranti

Mentre Aquarius vaga nel Mediterraneo e tocca cinque porti senza fermarsi in nessuno, si dirige a Valencia ma costretta dal maltempo ripiega verso la Sardegna, un leader politico di indiscusso talento sembra aver perso il suo orizzonte. Quello che dovrebbe preoccupare il presidente Emmanuel Macron non sono i commenti web degli internauti italiani che improvvisamente riscoprono l’orgoglio nazionale contro l’arroganza francese, quanto le critiche dei deputati di La République En Marche, il suo partito che in meno di un anno e mezzo ha fondato e portato al potere in Francia.

Tacciare di cinismo e irresponsabilità il governo italiano non sembra una buona idea quando il tuo partito non trova una posizione comune sui migranti alla deriva. Il gruppo deputati di En Marche non è infatti riuscito a tacitare il dissenso e trovare una voce unica, fa così notizia sul Monde lo strappo della deputata Sonia Krimi che accusa Macron di rimanere in silenzio sui migranti e praticare «la politica dello struzzo». Gli ortodossi del partito avrebbero voluto chiudere la riunione con un comunicato comune ma la Krimi ha protestato che non l’hanno fatta parlare, che il suo intervento è stato spostato alla fine e se n’è così andata seguita da sei colleghi. Un altro deputato di En Marche Fracois-Michel Lambert, e una dozzina con lui, rimprovera il governo di avere avuto un approccio tecnico, di non essere stato abbastanza reattivo davanti all’offerta dei nazionalisti corsi di accogliere la nave del disaccordo europeo.

L'Aquarius in balia del maltempo: le immagini dalla nave

Le Monde ricostruisce nel dettaglio lo scontento nel partito scattante come una startup e giovane come il suo leader che finora ha dimostrato una ormai rara disciplina di partito, e poco ha potuto fare il capo del gruppo Richard Ferrand che ha denunciato una «competizione demagogica». Cosa che pure è vera - pochi ne sono immuni in Francia, in Italia ed Europa - ma la demagogia non ha un preciso colore.

Cosa che non meraviglia chi segue le dinamiche della politica contemporanea. Già uno studioso del populismo come John Judis in una intervista con il Sole24Ore aveva notato una somiglianza non tanto fra America e Italia ma tra Francia e Italia perché i Cinquestelle di Di Maio come En Marche di Macron sono movimenti nati dal nulla che in poco tempo sono arrivati al governo.

Si potrebbe obiettare che le somiglianze finiscono qui: la normale conseguenza delle nuove formazioni politiche è una linea imprevedibile e difficilmente omogenea. Si potrebbe rilanciare osservando che dentro En Marche come in un qualsiasi novecentesco partito politico la dialettica interna funziona, cosa che non si può ancora dire dei Cinquestelle.

Segui la rotta di Aquarius

Al di là di tutto ciò però, ora che la crisi lampo è superata e il premier Conte va all’Eliseo, resta il passo falso di Macron in casa, non solo in Europa. Questo accade perché la vera preoccupazione del capo dello Stato francese, dice una persona a lui vicina che il Monde virgoletta, è che ci saranno altre Aquarius e non si potrà sempre risolvere il problema con una generosa offerta della Spagna di un neopremier Pedro Sanchez che giustamente si vuole accreditare come leader socialista quindi alternativo alla cavalcata anti-migranti. Il primo ministro francese Edouard Philippe ha riconosciuto che non è facile trovare un accordo tra Paesi Ue su frontiere e ricollocazione. E questo è il problema di Macron, il politico che non solo ha l’ambizione di cambiare il Dna di un Paese ma di essere riconosciuto come il leader dell’Unione; l’Aquarius ora davanti alla costa sarda di Tortolì sembra chiedergli come.

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