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General Electric si spacca: via sanità e petrolio, restano…

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Il gigante smembrato

General Electric si spacca: via sanità e petrolio, restano aviazione ed energia

New York - General Electric si spacca. Si separa da se stessa, o almeno da una parte importante di se stessa. Nell'ultimo, grande sforzo di riorganizzazione per cambiare pelle e rilanciare le proprie sorti, dopo una lunga crisi che l'ha vista cedere asset e uscire dall'indice Dow Jones, oggi l'ex azienda Pil (Pipeline Integrity Services) ha annunciato un drastico ridimensionamento delle ambizioni: scorporerà le attività di tecnologie mediche e sanitarie, metterà in vendita la divisione Baker Hughes nei servizi petroliferi e punterà solo su aeronautica ed energia, comprese le fonti rinnovabili.

Le divisioni rimanenti rappresentano oltre la metà dell'attuale business del gruppo, che in tutto genera un fatturato annuale di circa 122 miliardi di dollari. I loro prodotti “core” vanno dai motori per aerei alle turbine per centrali elettriche.
«Questo e' il modo in cui andremo avanti - ha detto il chief executive officer John Flannery - È un cambiamento drammatico nel portafoglio e nel modo in cui gestiamo l'azienda». Ancora, parlando d'una rivoluzione culturale che si affanca a quella industriale e prescrive un programma di decentralizzazione delle decisioni: «Questa è un'azienda che è stata diretta del centro per decenni. Adesso invertiamo tutto questo e spingeremo verso l'esterno le risorse e le capacita' di investimento».

Il board ha approvato la nuova strategia e non dovrebbero esserci ulteriori traumi nell'organizzazione dell'azienda e dei suoi asset. L'annuncio del nuovo, drammatico piano non a caso è arrivato nel giorno stesso dell'uscita formale del titolo dal Dow, rivelata la scorsa settimana dalla società che gestisce l'indice, la

S&P Dow Jones Indeces. Ge, il titolo più longevo nell'indice e tra i suoi fondatori, viene sostituta nel Dow dal gruppo farmaceutico e retail Walgreens Boots Alliance, riflesso della preminenza di servizi e consumi nell'economia americana.

Ge è reduce da una grave debacle: ha ormai visto evaporare metà della sua capitalizzazione di mercato, circa cento miliardi di dollari, solo nell'ultimo anno. Ha drasticamente ridotto il dividendo e si è sbarazzata di attività non strategiche. Ma tutto questo non è bastato a risollevare la sorti di un gruppo che nei decenni scorsi era diventato sinonimo di conglomerata per eccellenza e delle potenza della Corporate America, per essere poi travolto dal suo stesso gigantismo, da scandali, da polemiche sul management e dall'onda della crisi del 2008 che affossò la sua vasta divisione finanziaria. Il neo amministratore delegato Flannery aveva indicato fin dalla fine dell'anno scorso che una reinvenzione di Ge, sotto forma di un'azienda snella e senza la zavorra di molti asset, era ormai nelle carte.

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