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Dai 28 a Bruxelles via libera a un tassello cruciale dell’Unione bancaria

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il vertice europeo

Dai 28 a Bruxelles via libera a un tassello cruciale dell’Unione bancaria

BRUXELLES – Dopo mesi di negoziato, i Ventotto hanno dato il via libera a un tassello cruciale della nascente unione bancaria. Il Meccanismo europeo di Stabilità (Esm) diverrà il paracadute del Fondo europeo di risoluzione bancaria (Srf), da utilizzare nel caso di crisi creditizia. L’intesa è giunta dopo un ultimo negoziato voluto dall’Italia su alcuni aspetti dell’accordo. Pur soddisfatta, la Banca centrale europea si è detta preoccupata dalla perdurante incertezza sul futuro della zona euro.

La riunione dedicata all’unione monetaria ha riguardato una piccola parte del vertice europeo di due giorni qui a Bruxelles, dominato dal dossier migratorio. In buona sostanza, i paesi membri hanno deciso che l’Esm sarà il salvagente finanziario dell’Srf. La dichiarazione pubblicata non precisa alcuni dettagli. L’ammontare, per esempio, che dovrebbe oscillare intorno ai 60 miliardi di euro, così come l’entrata in vigore. Restano da negoziare aspetti delicati: la governance e il processo decisionale.

Questa decisione, apparentemente anodina, non è banale. Riflette un lavoro in comune dei paesi membri della zona euro per ridurre i crediti inesigibili nei bilanci bancari. Solo con questo lavoro propedeutico i governi hanno accettato di utilizzare l’Esm per aiutare l’Srf a ristrutturare una banca in crisi. Nel contempo, i capi di stato e di governo hanno deciso di dare mandato ai ministri delle Finanze della zona euro di discutere altri aspetti della riforma dell’unione monetaria.

Tra le altre cose, in una recente dichiarazione detta di Meseberg, Francia e Germania hanno proposto di creare un bilancio della zona euro. L’idea non fa l’unanimità, e sarà quindi oggetto di acceso negoziato a livello politico e diplomatico nei prossimi mesi. I paesi membri torneranno a discutere di riforma dell’unione monetaria alla fine dell’anno, ha annunciato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

In una conferenza stampa, il premier italiano Giuseppe Conte ha spiegato che la discussione tra i leader è stata “vivace”. In effetti, l’Italia ha voluto rivedere alcuni nodi. In primo luogo, ha voluto annacquare qualsiasi legame fra la trasformazione dell’Esm in paracadute dell’Srf e la riforma dello stesso Esm che dovrebbe diventare un Fondo monetario europeo. In ballo vi è l’adozione di nuove clausole di azione collettiva nei titoli di Stato che fanno temere più facili ristrutturazioni del debito.

In secondo luogo, i capi di Stato e di governo si sono accordati per esortare il Parlamento europeo ad approvare il recente pacchetto di requisiti patrimoniali varato dai ministri delle Finanze il mese scorso. L'Italia ha ottenuto che nel linguaggio delle conclusioni fossero preservate le prerogative dell'assemblea parlamentare, che agli occhi del governo Conte dovrebbe essere sensibile alle positizioni italiane.

Pur soddisfatto per questi passi in avanti, il presidente della Bce Mario Draghi ha spiegato ai leader, secondo un esponente dell'istituto monetario, che l'elevata incertezza e la bassa fiducia stanno avendo un impatto negativo sugli investimenti privati. Per proseguire l’attuale espansione economica, serve quindi maggiore integrazione tra membri della zona euro. Proprio ieri è stato annunciato che l'inflazione in giugno sarà al 2% annuo, il livello più elevato da 16 mesi a questa parte.

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