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Migranti, gelo tra Conte e Merkel-Macron sui centri di accoglienza

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nuova tragedia al largo della libia

Migranti, gelo tra Conte e Merkel-Macron sui centri di accoglienza

Interpretazioni contrastanti tra l’Italia e la coppia Francia-Germania sull’esito del vertice europeo. Uno dei punti più controversi riguarda la collocazione dei centri di accoglienza dei migranti: Macron ha sottolineato che questi sorgeranno solo nei Paesi di primo arrivo dei migranti ma Conte ha negato: «Era, stanco, lo smentisco». Anche durante la conferenza stampa, però, il presidente francese ha ribadito che «la Francia non è un paese di primo arrivo e non aprirà centri di controllo migranti». Angela Merkel dal canto suo ha annunciato di aver concluso un accordo con Grecia e Spagna per la ridistribuzione di parte dei migranti giunti in Germania dopo che era stato loro rifiutato lo status di rifugiato. E sull’Italia ha detto: «La Germania continuerà ad accogliere migranti dall’Italia solo se ci sarà un accordo con Roma sui movimenti secondari», accordo che Roma non ha voluto concludere. Ecco le reazioni a caldo dei leader.

Conte: azioni condivise nei salvataggi
L’accordo sui migranti stabilisce «azioni condivise anche nel salvataggio in mare. È un principio mai affermato prima. L’Italia era sola. L’abbiamo affermato nei fatti, anche con qualche atteggiamento risoluto» ha sottolineato il premier italiano Giuseppe Conte a Bruxelles, alla fine del Consiglio europeo. «È inesatto dire che l’accordo sia su base volontaria: è integrato e multilivello come richiesto, mentre per quanto riguarda l'art.6, che fa riferimento a centri
di accoglienza negli stati membri, non si impone niente a nessuno» ha spiegato Conte, rispondendo così al termine del Vertice Ue ad una domanda sul carattere volontario dell'intesa raggiunta nella notte a Bruxelles.

«Macron era stanco, lo smentisco» ha poi aggiunto il presidente del Consiglio in conferenza stampa ai cronisti che gli chiedono di commentare quanto detto dal presidente francese circa i centri di accoglienza solo nei Paesi di primo approdo e sul fatto che l’accordo non metta in discussione il Regolamento di Dublino. Conte ha concluso che «l’Italia non ha dato disponibilità» sui nuovi centri di accoglienza volontari, «qualche altro Paese lo ha già fatto». Intanto, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha comunicato il «divieto di attracco nei porti italiani» per la nave ong Open Arms. Misura presa «in ragione della nota formale che mi giunge dal Ministero dell'Interno e che adduce motivi di ordine pubblico» scrive Toninelli.

Macron: concetto Paese primo arrivo non cancellabile
«Il concetto di Paese di primo arrivo non si può cancellare» ha ribadito in realtà il presidente francese Emmanuel Macron al termine del vertice Ue, spiegando che i centri di controllo per i migranti dovranno essere nei Paesi di primo sbarco. Quali sono questi Paesi disponibili ad accogliere i centri per i migranti? La Spagna di Pedro Sanchez fa sapere di avere già un dispositivo «perfettamente rodato e funzionante. Abbiamo squadre di salvataggio marittimo, la guardia civil, accordi con le ong, centri per i richiedenti asilo e per i migranti». Conte, esprimendo soddisfazione per la prima giornata del vertice europeo, ha confessato: «Se avessi scritto il testo da solo qualcosa l’avrei fatta diversamente. Ma non ero da solo. Eravamo in 28».

Merkel: da Italia nessun impegno sui centri
«L'Italia non ha preso nessun obbligo per mettere in piedi questi centri controllati» e «non vede assolutamente nessuna possibilità» ha confermato la cancelliera Angela Merkel al termine del vertice Ue. Inoltre «non c'è nessun accordo concreto» bilaterale tra Italia e Germania sui movimenti secondari, perché «per l'Italia è un problema cruciale la migrazione primaria» e «per ora è una posizione che rispetto».

Conte: non riprenderemo nessun migrante da Germania
L'Italia non riprenderà nessun migrante che dovesse essere stato registrato da noi e poi andato in Germania, ha spiegato Conte confermando di «non aver sottoscritto nessun accordo con la Germania» in merito ai movimenti secondari. «A Merkel non ho promesso alcunché», ha precisato. Ma Merkel ha puntualizzato che la Germania continuerà a prendere rifugiati sbarcati in Italia «come ha fatto in passato» solo se ci sarà un accordo con Roma sui movimenti secondari. E ha aggiunto che «Grecia e Spagna sono pronte a riprendersi i rifugiati già registrati in Eurodac che arrivano ai posti di frontiera dove ci sono controlli, come quello tra Austria e Germania». In cambio la Germania si è impegnata a prendere i rifugiati che arrivano in Grecia e Spagna e che hanno diritto al ricongiungimento familiare.

Casellati all’Onu: su migranti serve sostegno all’Italia
Da New York, parlando alle Nazioni Unite, la presidente del Senato Elisabetta Casellati ha detto che il presidente dell'Assemblea Generale Onu Miroslav Lajeak «abbiamo discusso il tema della migrazione, che riguarda tutti», e ho «ribadito - spiega Casellati - la necessità di un sostegno da parte delle politiche internazionali all’Italia anche attraverso lo sviluppo dal punto di vista economico e sociale dei paesi di partenza o di transito delle migrazioni, per esempio attraverso la costituzione di hotspot». Riferendosi al vertice Ue, la presidente ha detto che « i risultati ad oggi sono soddisfacenti, per esempio per la revisione del trattato di Dublino che ci sarà in ottobre».

Tusk:svolta su controllo a frontiere esterne
Ieri sera alla discussione sulla migrazione ho sentito che è arrivato «un momento di svolta, perché per la prima volta ho avuto la sensazione che i leader abbiano iniziato a guardare al controllo delle frontiere esterne come vera priorità. Anche se si tratta di un'iniziativa ancora molto controversa». Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, alla conferenza stampa di fine vertice, aggiungendo che «è troppo presto per parlare di successo» sull'accordo sui migranti, perché «l’intesa sulle conclusioni è il compito più facile in confronto» alla sua applicazione «sul terreno».

Ungheria: vittoria, evitate quote obbligatorie
«Grande vittoria dei quattro Paesi Visegrad al vertice europeo. Assieme siamo riusciti ad evitare la ridistribuzione obbligatoria dei migranti. L'Ungheria
non diventerà un Paese di migranti». Così invece il ministro ungherese per le Politiche europee Szabolcs Takacs, sul suo profilo Twitter al termine del vertice di Bruxelles.

Naufragio in Libia, tre bambini tra vittime
Da registrare l’ennesimo naufragio al largo delle coste libiche, a est di Tripoli. Ci sono anche tre bambini tra le vittime con almeno 100 dispersi. Lo riferisce il sito Alwasat precisando che si tratta di un gommone affondato a sei chilometri dalla costa e i naufraghi messi in salvo sono 16. «Sono stati ripescati i corpi di tre bambini», scrive il sito riferendo che sul gommone c'erano quasi 120 persone. I sopravvissuti sono stati portati in una località 25 km a est della capitale.

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