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le previsioni per la zona euro

La Commissione Ue: i dazi pesano sulla crescita economica. L’Italia rallenta: +1,3% nel 2018 e +1,1% nel 2019

BRUXELLES – La Commissione europea ha colto l’occasione della pubblicazione qui a Bruxelles delle sue previsioni economiche d’estate per ricordare all’establishment italiano i rischi economici legati all’incertezza politica, in un contesto peraltro segnato da un leggero rallentamento della crescita economica a livello mondiale. Su quest’ultimo fronte, pesano non poche incognite, a cominciare dal rischio di guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Nella zona euro, la crescita economica nel 2018 e nel 2019 dovrebbe essere rispettivamente del 2,1% e del 2,0 per cento. Il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis definisce “solida” l’attività economica. “Ciò detto, la revisione al ribasso delle stime rispetto a maggio (dello 0,2%, nel 2018, ndr) mostra come un ambiente economico internazionale sfavorevole, a cominciare dalle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti, possa pesare sulla fiducia e ridurre l'espansione economica».

Secondo la Commissione europea, vi sono “significativi rischi al ribasso”, in aumento rispetto alla primavera. La stima, spiega Bruxelles, presuppone che non vi sia una escalation nella guerra commerciale con gli Stati Uniti. Washington ha adottato nuovi dazi sull’acciaio e l’alluminio, a cui l’Unione europea ha risposto con un aumento conseguente di alcune tariffe. «Ulteriori tensioni peserebbero sul commercio, sugli investimenti e sullo stato previdenziale»”.

Per quanto riguarda l’Italia, è da notare che la crescita economica nei primi mesi dell’anno è stata trainata dai consumi, mentre export e investimenti hanno sofferto. L'espansione economica, prevista in calo, dovrebbe comunque essere superiore al potenziale, dell’1,3% nel 2018 (da +1,5% delle stime di maggio) e dell’1,1% nel 2019 (da +1,2%). La stima, precisa sempre la Commissione europea nel rapporto pubblicato oggi, è al netto di eventuali aumenti dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) l’anno prossimo.

L’esecutivo comunitario si aspetta che la volatilità dei mercati finanziari, riflesso dell’incertezza mondiale e locale, possa rinviare decisioni sul fronte degli investimenti, almeno nel breve termine. Sul fronte domestico, «l'eventuale riemergere di preoccupazioni o incertezze sul futuro delle politiche economiche e un possibile travaso dell’aumento dei rendimenti dei titoli pubblici sui costi di finanziamento delle imprese potrebbero peggiorare le condizioni finanziarie e pesare sulla domanda interna».

Sul contesto economico rischia di pesare anche il futuro della politica monetaria della Banca centrale europea, dopo che l’istituto monetario ha avvertito che intende interrompere gli acquisti di titoli sul mercato entro la fine dell’anno. Per concludere, Bruxelles si aspetta che l'inflazione in Italia sia dell’1,4% nel 2018 e dell’1,6% nel 2019 (nella zona euro: 1,7% in entrambi gli anni). Le previsioni d’estate della Commissione non prevedono stime relative ai conti pubblici.

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