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Nato, Trump minaccia gli alleati poi esulta: Germania aumenterà…

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vertice a bruxelles

Nato, Trump minaccia gli alleati poi esulta: Germania aumenterà spesa

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A BRUXELLES – Come in giugno in occasione di una riunione del G-7, il presidente americano Donald Trump ha colto l'occasione di un vertice dell'Alleanza atlantica qui a Bruxelles per scombussolare le carte, violare le regole della buona creanza diplomatica, e mettere nuovamente in piazza le divisioni tra gli alleati occidentali. Ancora una volta, l'argomento controverso è stato il livello delle spese militari, che la Casa Bianca considera insufficiente nei paesi europei.

La riunione di oggi doveva essere relativamente di routine, rispetto a quella di ieri durante la quale i Ventotto hanno approvato una dichiarazione di 23 pagine. In realtà, il presidente Trump ha segnato fin da subito il clima con un tweet nel quale ha scritto: “Tutti i paesi Nato devono rispettare il loro impegno” di portare la spesa militare al 2% del PIL, “e questo deve alla fine salire al 4% !”. La presa di posizione giunge dopo che già ieri egli aveva ipotizzato questo nuovo obiettivo di spesa. Durante la riunione di stamani, il clima era teso. Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, il presidente Trump è tornato nuovamente sull'argomento finanziario, tanto che il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha deciso di riunire nuovamente i capi di stato e di governo per dedicare spazio a questo tema. Durante la mattinata, si è sparsa la voce che Donald Trump avrebbe minacciato l'uscita degli USA dalla Nato senza un aumento della spesa. La notizia è stata smentita.

Successivamente, Donald Trump ha tenuto una conferenza stampa in cui ha parlato di “immensi progressi” sulla questione finanziaria. Ha poi voluto smentire una eventuale uscita americana dall'Alleanza atlantica: “Credo alla Nato”, ha assicurato, rispondendo alle voce della mattinata. “Lo potrei fare”, anche in assenza del consenso del Congresso. “La Germania – ha aggiunto - ha aumentato molto sostanzialmente la sua quota. Ho grande rispetto per la Germania, mio padre era tedesco”.

«C'è stato uno spirito molto collegiale nella riunione al vertice Nato», ha precisato il presidente americano, impareggiabile nel maneggiare prima la voce forte e poi i toni suadenti, come è ormai diventato consuetudine nei vertici internazionali. Durante una recente riunione del G-7, aveva scosso gli europei proponendo il ritorno nel consesso della Russia, un paese che è attualmente ai ferri corti con l'Unione e oggetto di sanzioni economiche per via dell'annessione della Crimea.

Nella sua conferenza stampa, Donald Trump ha detto che i paesi membri si sono impegnati in «un aumento quantificabile in 33 miliardi di dollari in più, con il contributo dei vari paesi senza tener conto degli USA». Non è chiaro se questo incremento equivalga al semplice raggiungimento di una spesa del 2% del PIL da parte dei 23 paesi che ancora non hanno raggiunto questo target. Non sarebbe la prima volta che il presidente fa la voce grossa per meglio poi pubblicizzare un proprio presunto successo nella riunione. Riferendosi al modo in cui ha trattato la Germania, ha definito la sua strategia «molto efficace».

Definendosi “un genio molto stabile”, il presidente americano ha poi esortato l'Europa a fare “molta attenzione” sul fronte dell'immigrazione. Chiamando il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte per nome, ha fatto la sua analisi delle più recenti elezioni politiche: “L'immigrazione è un tema sensibile. Guardate in Italia: Giuseppe ha vinto le elezioni perché ha fatto una politica forte sull'immigrazione”.

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