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L’antitrust di Trump fa ricorso contro il merger AT&T-Time Warner

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L’antitrust di Trump fa ricorso contro il merger AT&T-Time Warner

NEW YORK - L'antitrust di Donald Trump non si dà per vinta e cerca ancora una volta di bloccare il merger tra AT&T e Time Warner. Il Dipartimento della Giustizia ha presentato a sorpresa un ricorso in appello contro la sentenza della magistratura che il mese scorso aveva dato ragione alle due aziende e torto al governo, sancendo una fusione “verticale” tra un grande distributore e un grande produttore di contenuto. Il procedimento di appello potrebbe trascinarsi per altri mesi, tenendo in forse il nuovo colosso dei media nato da un'operazione da oltre 80 miliardi di dollari.

L'annuncio dell'appello è solo preliminare e il governo non si addentra nelle regioni legali. Il giudice di primo grado, Richard Leon, aveva bocciato seccamente la tesi federale, portata dal capo dell'ufficio antitrust Makan Delharim, che una simile combinazione verticale potesse danneggiare la concorrenza, visto che non riduce il numero dei protagonisti nel settore dei media. Il governo aveva inoltre sostenuto che la nuova AT&T avrebbe potuto imporre rincari dei prezzi a società rivali di Tlc, minacciando altrimenti di non dare loro i pregiati canali di Time Warner. Una tesi a sua volta respinta perchè il neonato gruppo non avrebbe avuto un tale potere dominante su un mercato che conta nuovi protagonisti hi-tech e perchè semmai soffrirebbe perdite se sistemi concorrenti non distribuissero i suoi canali.

AT&T, capitanata dal Ceo Randall Stephenson che ha fortemente voluto il merger, ha ieri sera fatto sapere che difenderà la decisione di primo grado, definita solida. “Siamo sorpresi dalla scelta del governo di presentare appello”, ha dichiarato un portavoce.

Anche numerosi esperti antitrust avevano indicato fin dall'inizio che il caso del governo appariva difficile, con rari precedenti di tentativi di fermare fusioni verticali. Erano addirittura 40 anni che un'amministrazione americana non portava in tribunale una simile fusione; i casi hanno quasi sempre a che vedere con merger orizzontali, vale a dire tra aziende del medesimo settore. La saga aveva inoltre assunto connotati politici: Trump non ha fatto mistero della sua avversione per il canale di informazione Cnn di Time Warner. è da sempre uno dei suoi bersagli preferiti quando attacca le cosiddette “fake news”. Il governo aveva tuttavia smentito simili pregiudizi.

Il caso verrà ora vagliato dalla Corte d'Appello del Distretto di Columbia, quello della capitale Washington Dc. Un panel formato da tre giudici prenderà in esame le motivazioni della decisione di primo grado, probabilmente prolungando la vicenda per altri mesi se la storia è di esempio. AT&T aveva in realtà completato la fusione con Time Warner nei giorni immediatamente successivi alla sentenza di Leon, ma quale precauzione proprio nell'eventualità di un ricorso del governo aveva mantenuto le reti tv di Time Warner in una divisione separata. La neodivisione di spettacolo è stata battezzata WarnerMedia e affidata a John Stankey. Tra i più popolari e noti canali portati in dote da Time Warner ci sono Hbo, Tnt e Tbs oltre a Cnn.

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