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Multe a Google, e poi? Come la Ue vuole spendere 100 miliardi in…

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OLTRE LE MAXI-SANZIONI

Multe a Google, e poi? Come la Ue vuole spendere 100 miliardi in innovazione

(Ap)
(Ap)

Comunque vada, la maxi-multa a Google avrà un impatto immediato sull’Europa: i soldi. La sanzione da 4,3 miliardi di euro a Big G, se pagata, confluirà direttamente nel bilancio comunitario attraverso la voce «altre entrate», un’appendice di circa l’1% rispetto all’intero budget dell’Unione. L’Europa ha una lunga storia di sanzioni riscosse da colossi del tech, dalla stessa Google (altri 2,7 miliardi di euro nel 2017) a Microsoft (oltre 1 miliardo fra 2008 e 2013). Ma quando si parla di uscite, a quanto ammonta la spesa comunitaria in innovazione? Per farsene un’idea bisogna scorrere il Quadro finanziario pluriennale, il bilancio che traduce in cifre gli obiettivi politici della Ue per un periodo di almeno cinque anni (anche se oggi si è esteso a sette).

In quello definito per il periodo 2014-2020, gli investimenti nelle due categorie più affini ai concetti di innovazione e innovazione digitale (Networks and technology e Research and innovation ) rientrano nel settore di Competitività per crescita e occupazione, finanziato con 142,1 miliardi di euro (il 13% di un budget complessivo di quasi 1000 miliardi di euro). Per il periodo successivo, 2021-2027, l’asticella si alza. O almeno, vorrebbe alzarsi.

La proposta della Commissione: 100 miliardi in R&D(e 9 sul digitale)
Il quadro finanziario pluriennale è l’atto che stabilisce i limiti dei bilanci generali annui dell'Unione europea, ossia quanto può spendere ogni anno la Ue, determinando gli importi totali e gli importi relativi a vari settori di attività. Viene presentato dalla Commissione e deve essere approvato dal Consiglio europeo dopo il via libera del Parlamento. La proposta di budget per il 2021-2027, calibrato per la prima volta su un’Europa a 27, riorganizza le spese in sette settori strategici: in testa c’è quello dedicato a «Mercato unico, innovazione e digitale», con 187 miliardi di euro a prezzi correnti sui quasi 1.300 miliardi complessivi. La parte del leone è giocata dai finanziamenti in Ricerca&Sviluppo, pari a 102,5 miliardi di euro, assorbiti per 97,6 miliardi da Orizzonte Europa: il programma erede di Orizzonte 2020, che prevede fra le novità l’istituzione di un Consiglio europeo dell'innovazione (un organismo che dovrebbe facilitare l’accesso al mercato di startup e progetti innovativi), nuove missioni Ue per la ricerca e l'innovazione e «una nuova generazione di partenariati europei», intesa come la ricerca di nuove sinergie anche fuori dai confini Ue.

Gli altri «investimenti sul futuro», come li definisce la Commissione, spaziano fra il Fondo InvestEu (un fondo unificato per gli investimenti, con una dote di 14,7 miliardi), un programma spaziale europeo (16 miliardi), il progetto di un Reattore termonucleare a sperimentale internazionale («per creare una valida fonte di energia sicura e rispettosa dell'ambiente per il futuro», con circa 6 miliardi) e il programma di ricerca e formazione Euratom (2,4 miliardi). E sulle infrastrutture per lo sviluppo online, il settore colpito in prima persona da diverse multe della Commissione? Qui entra in gioco Programma europa digitale, sostenuto da un investimento di 9,2 miliardi di euro per «per allineare alle crescenti sfide digitali».

Il progetto si articola nei cinque pilastri che dovrebbero tenere in piedi il disegno di un digital single market, un mercato unico che ricalchi sul Web i principi di libera circolazione in vigore - per ora - nell’Europa “fisica”. Nell’ordine: 2,7 miliardi sui «Supercomputer», per finanziare progetti di sviluppo e rafforzamento delle capacità di supercalcolo; 2,5 miliardi di euro per contribuire a diffondere l'intelligenza artificiale nel tessuto economico Ue; 2 miliardi di euro in cybersicurezza; 700 milioni di euro in competenze digitali, cioè in formazione per i lavoratori delle imprese, in particolare Pmi; 1,3 miliardi di euro per la «trasformazione digitale» della Pa. Quanto al deficit di infrastrutture, cioè la connettività, la Commissione prevede un ulteriore fondo di 3 miliardi di euro da stanziare in sette anni.

Se Google ed Apple spendono quanto l’Europa
Ovviamente, è difficile paragonare l’Unione europea a una multinazionale. Ma fa comunque effetto che le spese annue in R&D di due giganti come Alphabet (la holding di Google) e Apple viaggino su volumi simili a quelli previsti dall’intera Ue per il budget 2021-2027. I 102,5 miliardi previsti dalla Commissione in ricerca e innovazione sono infatti frazionati in sette anni, per un valore massimo di 15,35 miliardi di euro nel 2027. Nel solo 2017 la sola Alphabet ha speso 16,6 miliardi di dollari (14,2 miliardi di euro a tasso corrente), mentre Apple ha messo sul piatto 11,6 miliardi di dollari (9,9 miliardi di euro, sempre a tasso corrente). Come due continenti. Forse, nel loro settore, lo sono.

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