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Migranti, Juncker a Conte: pronti a gestire cellule di crisi ma…

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CONTE: è un passo AVANTI

Migranti, Juncker a Conte: pronti a gestire cellule di crisi ma gli sbarchi non sono competenza Ue

La Commissione condivide «il sentimento di urgenza dell’Italia», lavorerà tutta l’estate «per rafforzare la guardia di frontiera e costiera europea» e concorda «sulla necessità di meccanismi coordinamento» più strutturato. Al tempo, stesso, però, fissa qualche paletto rispetto alle pretese italiane: le soluzioni «ad hoc» come quelle dei 450 migranti di Pozzallo non sono sostenibili e la Ue non ha competenza per determinare il «porto sicuro» degli sbarchi dopo i salvataggi in mare. Sono alcuni dei punti chiavi affrontati dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker nella lettera inviata al premier italiano Giuseppe Conte e diffusa già nelle prime ore del mattino dalla testata Politico. Il documento, sottoposto anche all’attenzione del presidente dell’Eurogruppo Donald Tusk, risponde alla doppia missiva di Conte (14e 17 luglio) per fare pressing su Bruxelles in vista di una soluzione comunitaria per la questione migratoria. La sintesi sembra essere che la Commissione comprende e ascolta le istanze italiane, ma non può forzare le competenze della Ue e ribadisce l’urgenza di una soluzione condivisa. Anche se il mezzo flop del consiglio Ue del 28-29 giugno lascia intedere che la strada di un progetto unitario sia abbastanza accidentata, tra l’altro con l’incognita delle elezioni del 2019 quasi alle porte.

Avanti con le piattaforme di sbarco ma no a soluzioni ad hoc
Dopo aver rassicurato Conte sull’impegno della Commissione, Juncker precisa che Bruxelles esaminerà «il modo in cui potrebbero funzionare i “centri controllati” negli Stati membri dell'Ue e il sostegno che può essere fornito dall'Unione - si legge- Al contempo sarà portata avanti la realizzazione di piattaforme di sbarco regionali». A tal proposito, Juncker riconosce all’Italia di «invocare da tempo, a ragione, una cooperazione regionale sugli sbarchi» e parla del meccanismo di solidarietà che si è innescato dopo il caso di Pozzallo: gli altri paesi, dice, hanno dimostrato «un senso condiviso di solidarietà da parte degli Stati membri (Francia, Germania, Malta, Spagna, Portogallo e Irlanda) che si sono offerti di accogliere una parte dei migranti sbarcati a Pozzallo». Detto questo, una strategia “emergenza su emergenza” rischia di essere del tutto insostenibile: «Sono persuaso, e credo che Lei condivida la mia opinione, che queste soluzioni ad hoc non rappresentano un modo di procedere sostenibile e soddisfacente - dice Dovremmo invece cercare metodi più prevedibili che si basino sul sostegno europeo, sia dal punto di vista finanziario, sia in termini di sostegno operativo da parte delle agenzie dell'Ue, evitando contemporaneamente ogni fattore di attrazione».

Nessuna competenza sugli sbarchi
Juncker apre all’ipotesi di Conte di istitutire una cellula di crisi coordinata proprio dalla Commissione, « ma soltanto come tappa in direzione di un quadro più stabile». L’istituzione europea, dice Juncker, potrebbe «svolgere pienamente il ruolo di coordinatrice», ma sempre secondo un presupposto: Bruxelles non può indicare a nessuno quali siano i luoghi di sbarco sicuri (o meno) per le imbarcazioni. «Non va dimenticato - scrive Juncker - che l'Ue non ha competenza per determinare il luogo/porto sicuro da usare per gli sbarchi in seguito a un'operazione di ricerca e salvataggio in mare». In vista della proroga della missione Sophia, attesa per dicembre 2017, Juncker annuncia che «prenderà in considerazione» i rilievi mossi dall’Italia. «In questo processo di revisione - dice - possono essere prese in considerazione le questioni riguardanti le intese sugli sbarchi che Lei solleva nella Sua lettera, parallelamente all'esigenza generale di dare riscontro agli orientamenti politici impartiti dal Consiglio europeo di giugno».

La replica di Conte: un passo avanti
Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, si è subito detto «soddisfatto» della lettera di Juncker. La missiva rappresenta un «passo in avanti» «Sul fronte immigrazione oggi abbiamo fatto un altro importante passo in avanti - ha scritto in un post - La risposta del
Presidente Juncker, che ringrazio, di fatto accoglie il principio secondo cui l'immigrazione è una sfida europea, che riguarda tutti i 28 Paesi e che quindi richiede soluzioni europee e non di un singolo Paese»

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