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Pil Usa cresce del 4,1%, miglior performance in quasi quattro anni

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Pil Usa cresce del 4,1%, miglior performance in quasi quattro anni

NEW YORK - L’economia americana ha messo a segno una crescita del 4,1% nel secondo trimestre dell’anno, rispettando previsioni di una accelerazione nel periodo tra aprile e giugno. La crescita del Pil è stata la migliore dal terzo trimestre del 2014, quasi quattro anni, e la terza più robusta performance dall’uscita dalla recessione. Il governo ha anche rivisto al rialzo l’andamento del primo trimestre, al 2,2% dal 2%, segno anch'esso di un'economia statunitense che appare oggi più solida e in salute anche se l'ultimo exploit è stato aiutato da fattori con ogni probabilità temporanei.

Il presidente Donald Trump ha celebrato la performance fin da ieri sera, quando durante un comizio a Granite City, in Illinois, ha sottolineato le attese di un Pil robusto che alcuni analisti avevano anticipato potesse aver marciato al passo del 5% per cento. Ma il luogo stesso del comizio ha suggerito uno dei vizi del dato che potrebbero averlo reso eccessivamente ottimistico: un impianto siderurgico della US Steel da poco riaperto, citando l’impatto dei dazi protettivi su acciaio e alluminio. Proprio le offensive commerciali della Casa Bianca hanno offerto una spinta una tantum all’economia, incentivando acquisti dall'estero prima dell'entrata in vigore - in particolare di semi di soia verso la Cina (il loro export è balzato del 50% in maggio) - che hanno sostenuto le esportazioni. Altri fattori probabilmente momentanei hanno aiutato la crescita, quali l’aumento della spesa pubblica legata a accordi di budget che incrementano la spesa di 300 miliardi in due anni.

Sia l’export che la spesa federale sono lievitati significativamente nel secondo trimestre. Il commercio, grazia a una impennata del 9,3% nelle esportazioni, a conti fatti ha contribuito per 1,06 punti percentuali alla marcia del Pil, il massimo dal 2013. La spesa pubblica complessiva è salita del 2,1% (la seconda miglior crescita dal 2014) e quella federale del 3,5%, aggiungendo in tutto 0,36 punti al Pil.

In rialzo sono stati tuttavia anche pilastri più cruciali quali spesa al consumo e investimenti aziendali, aiutati dalla riforma delle tasse. I consumi hanno contribuito per 2,69 punti al Pil e sono saliti del 4 per cento. Gli investimenti di business non residenziali, lievitati del 7,3%, hanno portato in dote al Pil un punto percentuale. Anche se hanno rallentato rispetto all’11,5% messo a segno nel primo trimestre.

L’economia americana, stando alla previsioni della Federal Reserve, potrebbe crescere del 2,8% quest'anno per poi rallentare successivamente. Alcuni analisti scommettono però che il 2018 possa essere un anno di crescita al 3% per la prima volta da quasi un decennio. L’anno scorso l’economia era avanzata al passo del 2,3% e finora ha faticato a sganciarsi da un modesto 2% nel recupero dalla grande crisi del 2008. Segno dell’attuale forza, anche un dato del Pil depurato da commercio, spesa governati e scorte di magazzino aziendali, ha marciato nel secondo trimestre al 4,3%, il secondo miglior andamento dal 2014.

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