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Come e perché l’Unione europea finanzia la Tav (e le grandi…

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I FONDI ue

Come e perché l’Unione europea finanzia la Tav (e le grandi opere)

Il tira-e-molla del governo italiano sul progetto Tav, la linea ad alta velocità fra Torino e Lione, ha già fatto scattare l’allarme di imprese e istituzioni sul costo economico di un dietrofront. Anche la Commissione europea ha lanciato il suo appello, o meglio, il suo monito: i fondi Ue continueranno ad esserci, «ovviamente», solo se la Tav andrà avanti fino al completamento. La Commissione per ora contribuisce a quasi la metà dell’investimento, finanziando un progetto con un costo complessivo di 8,6 miliardi di euro. Ma quanti soldi ha messo sul piatto Bruxelles? E da dove arrivano i finanziamenti che permettono di scavare - letteralmente - fra l’Italia e la Francia?

Chi finanzia cosa e quanti soldi ha speso la Ue
La Commissione europea è l’istituzione che gestisce - anche - gli stanziamenti di bilancio Ue: come verranno spesi i fondi europei lungo il cosiddetto piano finanziario pluriennale (un budget, esteso a sette anni, dove si allocano le varie risorse attraverso programmi di finanziamento). Uno fra i settori cruciali è lo sviluppo di infrastrutture,sostenuto attraverso strumenti di investimento come il Connecting Europe Facility (Cef), lo European structural and investment funds (i fondi strutturali e di investimento) e lo European investment bank lending and European fund for strategic Investment (Efsi).

Radio24/Salvini: sulla Tav occorre andare avanti

Il progetto della Tav viene cofinanziato attraverso il primo programma, il Connecting Europe Facility (Cef), con una quota di 813,8 milioni di euro sugli 1,9 miliardi di euro di budget per il periodo 2015-2019 (i restanti 6 miliardi circa verranno smaltiti fra 2021 e 2027). Il budget europeo è, a sua volta, diviso fra il nostro ministero delle Infrastrutture (con 451,2 milioni di euro) e il suo equivalente francese, il Ministère de l'écologie, du développement durable et de l'énergie (con 362,5 milioni). L’incidenza sulla spesa totale pari al 50% in fase di studio (la fase preliminare) e al 40% per quella dei lavori (la realizzazione concreta dell’opera). Se il cantiere si bloccasse, come hanno lasciato intendere gli ultimi sviluppi politici, l’Unione europea sarebbe costretta a congelare le risorse destinate alla Penisola.

Su quali altri progetti ha investito la Ue?
Se si parla solo di trasporti, il Cef ha selezionato fra 2014 e 2017 un totale di 59 progetti, per un investimento totale di 1,5 miliardi di euro (contro i 2,2 miliardi di euro ottenuti da Francia e Germania). Il settore privilegiato per la Penisola è quello dei collegamenti ferroviari, con 13 progetti capaci di attirare fondi per oltre 1,1 miliardi di euro, seguito in valori assoluti dal segmento aereo (118 milioni di euro e cinque progetti) e marittimo (99,4 milioni di euro e 13 progetti). Il progetto ad aver incassato il finanziamento più lauto è proprio la Tav, con il budget già descritto sopra (451,2 milioni), seguito dal tunnel di base del Brennero: il collegamento di 55 chilometri fra Italia e Austria, sostenuto da un budget Ue di 436,3 milioni di euro in arrivo dalla Ue per la sola fase dei lavori. Nel complesso, secondo stime della Commissione, l’Europa avrà bisogno di investimenti in infrastrutture per i trasporti pari a 700 miliardi di euro, con 430 miliardi destinati al solo segmento ferroviario.

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