Mondo

Lo Zimbabwe del dopo-Mugabe riparte nella continuità repressiva

  • Abbonati
  • Accedi
scontri di piazza dopo le elezioni

Lo Zimbabwe del dopo-Mugabe riparte nella continuità repressiva

Scontri di piazza. Lo Zimbabwe, due giorni dopo le elezioni presidenziali, rivive giornate di sangue. Ad Harare, la capitale del Paese, c'è almeno un morto, dopo che l’esercito ha aperto il fuoco su una protesta dei sostenitori dell'opposizione, che contestano i risultati delle elezioni presidenziali in cui avrebbe vinto il presidente uscente Emmerson Mnangagwa, leader del partito Zanu-PF. I risultati ufficiali del voto, insieme al nome del nuovo presidente, sono attesi entro il 4 agosto.

La Commissione elettorale del Paese ha assegnato a Mnangagwa, ex braccio destro di Robert Mugabe, 109 seggi, abbastanza per controllare la maggioranza in Parlamento. Al suo principale avversario, Nelson Chamisa, il pastore protestante leader del partito di opposizione Movimento per il cambio democratico (Mdc), sono per il momento stati assegnati 41 seggi. I rimanenti 58 seggi verranno annunciati nelle prossime ore. Mnangagwa dovrebbe ottenere 30 seggi per controllare i due terzi del Parlamento zimbabwese, sufficienti per cambiare la Costituzione.

Le elezioni di lunedì sono le prime dopo le dimissioni forzate di Robert Mugabe, 94 anni, presentate lo scorso novembre e arrivate a seguito di un colpo di stato interno al suo partito, il Zanu-PF, architettato da Mnangagwa e appoggiato dall'esercito. Mugabe aveva governato in Zimbabwe per 38 anni, imponendo un regime autoritario responsabile di grandi violenze. Negli ultimi mesi Mnangagwa, ex alleato di Mugabe e capo dei servizi di sicurezza durante il suo governo, aveva allentato il clima di repressione sulla libertà di stampa e sulle opposizioni. I candidati dell’opposizione Mdc, per esempio, hanno potuto effettuare una campagna elettorale senza essere sistematicamente minacciati e repressi dalle forze governative.

Il clima post-elettorale, al di là degli scontri di piazza, rimane incandescente. Nelson Chamisa, leader dell'opposizione, ha accusato la Commissione elettorale dello Zimbabwe di ritardare la diffusione dei risultati elettorali per favorire il partito di governo, Zanu-PF, che esercita ancora un controllo capillare sulle forze di sicurezza del Paese. Gli osservatori internazionali, come prevedibile, hanno annunciato varie irregolarità.

© Riproduzione riservata