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Venezuela, attentato con droni contro Maduro (illeso) che promette…

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durante una parata militare

Venezuela, attentato con droni contro Maduro (illeso) che promette vendetta

  • – di Redazione online

«Questo è stato un tentativo di uccidermi. Oggi hanno cercato di assassinarmi»: poche ore dopo il fallito attentato al presidente del Venezuela Nicolas Maduro, lo stesso capo dello Stato ha annunciato così - in un discorso alla nazione - di essere scampato a un attentato alla sua vita durante la parata militare a Caracas in occasione dell'81esimo anniversario della creazione della Guardia nazionale. Un attentato con droni esplosivi che ha provocato sette feriti e che Maduro ha subito attribuito all'estrema destra venezuelana in collaborazione con “cospiratori” a Miami e Bogotà, tra cui anche il presidente della Colombia Juan Manuel Santos. La reazione del governo colombiano non si è fatta attendere: un funzionario dell'ufficio del presidente ha definito infondate le accuse di Maduro.

La rivendicazione
Una rivendicazione è giunta all’agenzia di stampa Ap da parte di un quasi sconosciuto gruppo che si fa chiamare «Soldati in T-shirt». In un tweet il gruppo ha reso noto di voler colpire il presidente con due droni carichi di esplosivo, ma che i velivoli sono stati abbattuti dai soldati prima che potessero raggiungere
il loro obiettivo. L'agenzia Ap precisa che non è stato possibile verificare in modo indipendente l'autenticità del messaggio. «Abbiamo dimostrato che sono vulnerabili»: recita il testo del tweet. «Oggi non ha avuto successo - prosegue -, ma è solo una questione di tempo». Il gruppo «Soldados de franelas» è lo stesso che secondo i media faceva capo a Oscar Pérez, l'ex agente di polizia che si era sollevato in armi l'anno scorso e che fu ucciso in gennaio dalla polizia in un sobborgo della capitale.
Con 15 anni di servizio nella polizia scientifica, a 36 anni aveva deciso di ribellarsi rubando un elicottero con cui aveva bombardato il 28 giugno 2017 il ministero dell'Interno e la Corte Suprema a Caracas In un manifesto pubblicato sul suo account Instagram aveva sostenuto di rappresentare «un'alleanza di funzionari militari, poliziotti e civili, alla ricerca di un equilibrio e contro questo governo transitorio e criminale».

Da parte sua, il capo dello Stato venezuelano ha inoltre sostenuto che alcuni dei finanziatori dell'attacco si trovano a Miami, augurandosi che il presidente Usa Donald Trump sia «disposto a combattere i gruppi terroristici». Sei responsabili dell'attacco, ha poi detto, sono stati catturati.

La dinamica dell’attentato
Le immagini, in diretta tv, mostrano Maduro mentre parla al Paese: improvvisamente si sente un rumore in lontananza, simile ad una esplosione, mentre qualcuno guarda verso l'alto. Alla destra del palco si intravede un soldato cadere a terra, l'uomo cerca di aggrapparsi al ministro della Difesa. Le telecamere si spostano poi sulla parata militare e qualche attimo dopo si vedono i soldati che rompono le righe e corrono al riparo.

Ecco il momento in cui il presidente venezuelano Nicolas Maduro, durante il suo discorso, si accorge dei droni in volo vicino al palco presidenziale, carichi di esplosivo (Foto Reuters)

Qualche minuto più tardi il ministro delle Comunicazioni, Jorge Rodriguez, ha fatto il punto della situazione in diretta tv, confermando che si è trattato di un «attentato» e che il capo dello Stato è rimasto «incolume». «Nel momento in cui una sfilata militare stava concludendosi sull'Avenida Bolivar di Caracas, si sono
udite alcune esplosioni che si è potuto verificare riguardavano artefatti volanti di tipo drone che contenevano cariche esplosive e che sono esplosi vicino al palco presidenziale ed in alcune zone residenziali», ha detto Rodriguez: i droni «hanno causato il ferimento di sette persone».

Un ufficiale ferito nell’attentato durante il discorso del presidente venezuelano (Foto Xinhua via AP)

Sui social circolano anche foto che mostrano un incendio scoppiato in un palazzo, conseguenza - secondo alcuni - di una delle esplosioni, anche se questa ipotesi è stata smentita dai vigili del fuoco. Dopo l'attacco unità militari hanno preso posizione vicino ai punti nevralgici della zona della Avenida Bolivar. Secondo un esperto che segue da vicino il Venezuela, David Smilde del Washington Office on Latin America, Maduro utilizzerà il fallito attentato per epurare funzionari governativi e membri delle Forze Armate infedeli, oltre a imporre ulteriori restrizioni alle libertà civili per concentrare ulteriormente il
potere nelle sue mani.

Il tweet di Maduro
“Dio e il popolo sono con noi, sono sicuro che in Venezuela trionferà la pace, fino alla vittoria, sempre!”. Lo ha affermato via Twitter il presidente del Venezuela Nicolas Maduro dopo essere scampato all'attentato della scorsa notte. “Grazie allo scudo protettivo del popolo e alla benedizione di Dio - dice in un altro tweet Maduro - sono uscito illeso e mi trovo in piedi e vittorioso. Pronto a continuare la battaglia per la pace e la tranquillità del Venezuela”.

I messaggi di solidarietà
“Un tentato omicidio che è un delitto di lesa umanità”. Così il presidente della Bolivia Evo Morales commenta sui social l'attentato fallito al leader del Venezuela Nicolas Maduro, condanna “energicamente” l'aggressione e twitta la propria solidarietà. Un attentato che, secondo il presidente indigeno, “mostra la disperazione di un impero sconfitto da un popolo coraggioso”, scrive sui Twitter e conclude: “La nostra solidarietà. Forza fratello presidente Maduro e popolo bolivariano!”. In un altro post aggiunge: “Ripudiamo energicamente una nuova aggressione e il vile attentato contro il presidente Maduro e il popolo bolivariano. Dopo il fallimento del tentativo di rovesciarlo democraticamente, economicamente, sul piano della politica e militarmente, ora l'impero e i suoi servi attentano alla sua vita”.

Un messaggio di due pagine arriva dal Nicaragua. Come riferisce Radio Managua, il presidente Daniel Ortega si è rivolto al collega, alla moglie Cilia Flores e ai 'compagni' venezuelani per condannare “il criminale attentato terrorista”. L'ha fatto “con il cuore pieno di indignazione e il fuoco sacro della nostra fratellanza rivoluzionaria”, ha continuato Ortega che ha attaccato i responsabili definendoli “terroristi codardi, criminali disperati e sconfitti ovunque” e chiudendo con l'immancabile “No pasaran”.

Anche Cuba mostra solidarietà attraverso il presidente Miguel Díaz Canel e il suo predecessore e oggi leader del partito comunista Raul Castro. In un tweet della cancelleria cubana i leader hanno espresso “piena solidarietà e appoggio incondizionato a Maduro, al governo e all'Unione civico-militare del popolo bolivariano e chavista”. Al coro si è unito Salvador Sanchez, presidente del Salvador, che ha twittato “la nostra solidarietà totale al governo del Venezuela”.


, sottolineando di “non
appartenere a nessuna tendenza politica o di partito: siamo
nazionalisti, patrioti ed istituzionalisti”.

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