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Škoda prepara l'elettrica

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Škoda prepara l'elettrica

  • –di Marina Terpolilli

Volkswagen crede molto alla mobilità elettrica, tanto da realizzare un polo avanzato a Mladá Boleslav, presso la sede della Škoda. Gli analisti, infatti, ritengono che i veicoli elettrici avranno un ruolo sempre più importante nel ridurre le emissioni di CO2, e la casa vuole essere uno dei leader in questo processo. Spetta a Petr Kristl, numero uno della mobilità elettrica di Škoda, preparare il brand di proprietà di VW per affrontare l'«era delle emissioni zero». Lo sviluppo della Octavia Green E Line, il primo veicolo elettrico made in Škoda, è durato 20 mesi ed è sfociato nella produzione di una flotta di 10 vetture a zero emissioni per verificare la fattibilità del progetto elettrico interagendo con le infrastrutture attualmente disponibili nella Repubblica Ceca. Dal 2014 è prevista la produzione di serie, che potrebbe basarsi pure sulla più piccola Citigo. L'Octavia Green E Line è dotata di un propulsore elettrico da 85 kW di picco e 60 kW a regime, che esprime una coppia di 270 Nm disponibile non appena si agisce sull'acceleratore (è la caratteristica di tutti i motori elettrici). Raggiunge 135 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 12 secondi e ha un'autonomia di 150 km, ottenuta grazie alla batteria agli ioni di litio da 26,5 kW (25 dei quali utilizzabili per la trazione), costruita nel sito Vw di Braunschweig in bassa Sassonia, che si ricarica in 8 ore tramite la normale rete domestica e in 2 ore con il sistema ad alta tensione a 400 Volt.
«L'elemento chiave nello sviluppo futuro sarà la batteria - conferma Eckhard Scholz, res ponsabile dello sviluppo - stiamo lavorando per aumentare la densità di energia dagli attuali 160 Wh/kg fino a 500 Wh/kg, riducendo il prezzo, aumentando l'autonomia e accorciando i tempi di ricarica».
La prima Škoda elettrica arriverà sul mercato nel 2014 e il cammino è già iniziato con la Octavia Green E Line, che si basa sulla piattaforma della Octavia Combi. L'abbiamo testata per un breve tragitto nei dintorni del sito produttivo, nei pressi di Praga, verificando quanto sia avanzata per alcuni particolari rispetto ad altre automobili elettriche. L'abitacolo sostanzialmente resta quello della Octavia tradizionale, tranne la strumentazione dedicata. La piacevolezza nella guida grazie alla gran coppia del motore elettrico regala accelerazioni brucianti. La posizione delle batterie sotto il pavimento, poi, non infierisce sull'handling della vettura che risponde onestamente alle sollecitazioni del guidatore mantenendo traiettorie in curva pulite. La particolarità è nella presenza di un dispositivo per regolare l'intensità del recupero dell'energia in frenata su tre posizioni regolate tramite i "paddle" presenti sul volante (simili a quelli utilizzati nei cambi automatici). Effetto che diventa massimo, posizionando in posizione B (Breaking) la leva del cambio automatico. Altro accorgimento presente sulla Octavia E è la presenza di un creatore di rumore che simula quello di un motore tradizionale, che funziona soprattutto alle basse velocità, quando ad esempio l'auto viaggia in città o nei parcheggi, per una maggiore sicurezza verso i pedoni e gli altri utenti della strada. È presente anche un pulsante sulla consolle centrale che permette di decidere su tre modalità di guida: Normal, Eco e Range. Nella modalità Eco è ridotta la velocità massima e limitata la potenza e l'uso dei sistemi riscaldamento e condizionamento. In Range è privilegiata l'autonomia: la potenza è bloccata a 50 kW e la velocità massima è di soli 95 km/h, la regolazione della temperatura dell'abitacolo è disattivata. I consumi, secondo il computer di bordo sono di 21,6 kWh/100 km con una condotta di guida per nulla votata al risparmio. «Le auto elettriche sono una grande opportunità per rendere la mobilità più sostenibile – chiarisce Winfried Vahland, Presidente del Board di Škoda – tuttavia è necessario che l'energia utilizzata per queste auto derivi da fonti rinnovabili e questo è un compito dei Governi e delle Utility».

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