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Più chiarezza per gli utenti con l'etichetta per le gomme

PNEUMATICI

Più chiarezza per gli utenti con l'etichetta per le gomme

  • –di Maurizio Caprino

Ormai ci siamo: in queste settimane vicino alle gomme proliferano le etichette che ne classificano le prestazioni di aderenza sul bagnato, silenziosità e scorrevolezza (per dare un contributo all'abbassamento dei consumi di carburante). La grafica è semplice e chiara, un po' come quella cui siamo abituati per gli elettrodomestici. Ma le etichette non dicono tutto. E in qualche caso possono addirittura ingannare.

Il 1° novembre entra in vigore l'obbligo generalizzato – tranne che per gli esemplari prodotti prima del 1° luglio scorso e rimasti ancora invenduti – di etichettatura, previsto tre anni fa dalla Ue con il regolamento 1222/2009.

Apparentemente, il sistema è semplice. Per aderenza sul bagnato e scorrevolezza, ci si basa su sette classi, dalla A (la migliore) alla G (la peggiore). Tra la prima e l'ultima c'è una differenza di prestazioni del 30% nella frenata sul bagnato e del 7,5% nella resistenza al rotolamento. Invece per la silenziosità le classi sono solo tre, individuate rispettivamente da una, due e tre barre nere; la classe migliore (quella con una barra) sta di oltre 3 decibel sotto al futuro limite di rumorosità imposto dalla Ue, la peggiore invece lo supera.

Ma i test con cui si attribuisce la classificazione non sempre rappresentano fedelmente la realtà di tutti i giorni. E uno stesso modello di pneumatico può essere in una classe o in un'altra secondo la sua misura, cosa che qualche produttore ancora trascura. In attesa che tutti si adeguino, si possono consultare siti come www.prezzigomme.com e www.etichettepneumatici.it, anche se si rivolgono soprattutto a operatori specializzati.

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