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Codice della strada, meno limiti per i neo-patentati. Moto 125 in…

NORME

Codice della strada, meno limiti per i neo-patentati. Moto 125 in autostrada

  • –di Maurizio Caprino

Più controlli a distanza, nuovi limiti di velocità sulle strade extraurbane, misure a tutela di pedoni, ciclisti e motociclisti, sospensione patente e decurtazione punti anche per i minorenni, guida di scooter in autostrada anche con la sola patente B, possibile introduzione del reato di omicidio stradale, revisione e riordino di ricorsi e sanzioni, meno vincoli per i neopatentati. Sono le principali linee-guida cui dovrà ispirarsi la riforma del Codice della strada, che sarà delegata al Governo con un disegno di legge che la commissione Trasporti della Camera ha finito di votare ieri.

Dovrà essere un Codice "breve": sostanzialmente conterrà solo le disposizioni sul comportamento di guidatori e pedoni. Le altre norme (prevalentemente tecniche, su strade e veicoli) confluiranno in regolamenti, più facili e rapidi da aggiornare. Ora il testo della delega passa alle altre commissioni della Camera per i pareri necessari prima di arrivare all'Aula, che se ne occuperà in autunno. Poi toccherà al Senato, per l'ok definitivo. Da quel momento, il Governo avrà sette mesi per scrivere un Dlgs con il nuovo Codice e inviarlo in Parlamento, all'esame delle commissioni competenti, che dovranno esprimersi in 60 giorni. Il Governo dovrà recepire le correzioni in 30 giorni e rinviare il testo alle commissioni, che avranno altri 30 giorni per l'approvazione definitiva.

Essendo un testo di delega, il Ddl contiene solo generici criteri. Per esempio, si parla di rivedere i limiti di velocità extraurbani secondo criteri di ragionevolezza per adeguarli alle reali esigenze di sicurezza; si può solo ipotizzare che ciò, nell'ampia categoria delle extraurbane ordinarie, porti a differenziare le strade a carreggiata doppia rispetto a quelle a carreggiata singola. Altre previsioni generiche che però – se attuate – incideranno molto sulle abitudini di chi guida sono la possibilità di aprire a bici, ciclomotori e motocicli le corsie riservate ai mezzi pubblici (in qualche città si è già fatto) e di avere aree in cui pedoni e veicoli condividano lo stesso spazio (come in alcune esperienze nordeuropee). Ma si può prevedere che al ministero delle Infrastrutture fisseranno criteri molto restrittivi.

Accanto ai criteri generici, talvolta la commissione ha licenziato anche alcune prescrizioni precise. È il caso della possibilità di controllare in automatico il transito di camion con merci pericolose in aree a rischio ambientale o di autocarri che effettuano trasporto conto terzi senza autorizzazione. Questi controlli dovrebbero inserirsi nel generico aumento – previsto dal Ddl – dei casi in cui saranno consentiti accertamenti a distanza. Dato lo stato della tecnologia, si può ipotizzare che in questo aumento rientrerà l'individuazione dei veicoli che circolano con revisione scaduta.

Altra prescrizione precisa è l'abbassamento da 150 a 120 centimetri cubici del limite di cilindrata minimo per essere ammessi in autostrada con un motociclo. Dal punto di vista pratico, ciò vuol dire che i tanti che hanno un 125 (prevalentemente scooter) perché oltre questa cilindrata dovrebbero conseguire anche la patente A (e invece hanno una B presa dal 1988 in poi) potranno usarlo anche sulle tangenziali cittadine classificate come autostrade. I limiti di potenza che oggi costringono molti neopatentati a non guidare l'auto di famiglia non varranno per chi ha a bordo un accompagnatore con almeno 10 anni di patente e dureranno solo sei mesi (invece che un anno) per chi non commette infrazioni da decurtazione punti.

Quanto ai ricorsi al prefetto, previste semplificazioni come l'obbligo di presentarli all'ufficio di polizia che ha comminato l'infrazione (si risparmia tempo), il taglio da 60 a 30 giorni del termine per presentarlo e l'abolizione dell'obbligo di convocare l'interessato quando questi richiede un'audizione. Per il resto, tra le tante novità previste dalla delega, prevalgono quelle che riguardano gli operatori. Per esempio, ci dovrà essere un riordino di competenze tra corpi di polizia e in particolare arriveranno nuove disposizioni sulla vigilanza in porti, aeroporti, autoporti, mercati eccetera. Ai medici in quiescenza sarà revocata la possibilità di continuare a emettere certificati per il rilascio e il rinnovo delle patenti.

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