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Dossier Ateca, il primo suv di Seat

Dossier | N. 69 articoliAuto, tutte le novità dell'estate

Ateca, il primo suv di Seat

La febbre dei suv non risparmia nessuno. Lo conferma anche Seat, che si affaccia in questo mercato fondamentale con l’Ateca che, tra l’altro, è il primo dei quattro modelli totalmente inediti che entro la fine del 2017 avranno rinnovato e ampliato l’offerta.

Basata sull’architettura modulare Mqb by Vw, l’Ateca ha vesti ben attagliate ai dettami stilistici del marchio, in quanto frutto di linee decise e spigoli che si coniugano armoniosamente e, soprattutto, in modo da generare una linea equilibrata. Pur essendo più compatto dei suv di taglia media (è lunga 4,36 metri), l’Ateca propone un abitacolo in cui lo spazio abbonda anche nella zona posteriore, sebbene l’ingombro del tunnel della trasmissione possa infastidire chi siede al centro, e un vano di carico di notevole capacità, oltre che ben accessibile e arricchibile sia con l’apertura/chiusura elettrica attivabile anche facendo scorrere un piede sotto lo scudo paraurti, sia con accessori che ne incrementano la funzionalità. Quest’ultima è messa in risalto nell’abitacolo dai numerosi capienti portaoggetti e dall’attenzione posta nei confronti dell’ergonomia, mentre quella rivolta a far percepire come i continui progressi della Seat a livello di qualità costruttiva è trasmessa sia dall’assemblaggio curato sia dai rivestimenti, specie quelli maggiormente esposti al campo visivo.

L’Ateca introduce in casa Seat anche tecnologie, di serie o a richiesta, molto avanzate e destinate a incrementare la sicurezza, come la frenata d’emergenza (standard per tutte le versioni), e a facilitare il compito di chi guida. Fra queste ci sono i fari full-led, il sistema di configurazione vettura che sulle versioni a trazione integrale include anche le logiche Offroad e per la marcia sui fondi innevati, il Traffic jam assist, basato sull’interazione fra il sistema di mantenimento della corsia adattivo sino a 60 all’ora e il cruise control attivo, nonché il cambio a doppia frizione Dsg, che consente all’Ateca di seguire il flusso del traffico, pur imponendo sempre al guidatore di tenere le mani sul volante, nonché il riconoscimento dei segnali stradali e tutto quanto di più avanzato è oggi disponibile. E lo stesso discorso è applicabile anche alla connettività, poiché propone il sistema d’infotainment Easy Connect con display da 8” integrato da MirrorLink e la ricarica wireless per smartphone.

Il primo suv di casa Seat si presenta ai nastri di partenza con una gamma frutto dell’intreccio fra gli allestimenti Reference, Style, Advance e Xcellence e i motori evidenziati nella tabella sopra. In questo schieramento il Tsi da un litro a tre cilindri appare come una proposta decisamente inusuale per un suv che rientra, pur essendo il più compatto di tutti, fra quelli di medie dimensioni, ma la sua presenza va intesa come quella di un elemento capace di catalizzare l’interesse in mercati diversi dal nostro, nel quale i suv sono venduti al 90% con motori turbodiesel. E concludiamo il discorso riguardante l’articolazione della gamma aggiungendo che le versioni da 150 cv possono essere richieste anche con il cambio a doppia frizione Dsg a sette marce e con la trazione integrale 4Drive. Quest’ultima, tra l’altro, porta in dote un retrotreno a bracci multipli anziché ad assale torcente.

Dal posto guida, caratterizzato dalla seduta alta che tanto piace ai “suvvisti” e dal quale si apprezza la possibilità di regolare lo schienale tramite una manopola anziché a scatti, la 2.0 Tdi da 150 a due ruote motrici (configurazione che va per la maggiore dalle nostre parti) si entra in fretta in sintonia con l’Ateca, grazie all’erogazione fluida e redditizia del motore, sebbene accompagnata in alcuni transitori da una ruvidità poco gradevole, e al comportamento rigoroso.

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