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Tucano Urbano Straforo, la giacca in pelle che va bene anche con il caldo

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Tucano Urbano Straforo, la giacca in pelle che va bene anche con il caldo

È uno dei capi preferiti dai motociclisti: la giacca in pelle, oltre a proteggere bene, ha anche il fascino di un indumento evergreen, da quando Marlon Brando la indossò nel film “Il selvaggio”. L'altro lato della medaglia è però la pesantezza: indossare una giacca in pelle per un giro in moto d'estate può diventare una vera prova di resistenza, per via del caldo. Per chi non vuol rinunciare alla pelle a favore di capi traforati in queste settimane di afa, Tucano Urbano ha ideato Straforo (329 euro, dalla 46-S alla 56-3XL), una giacca di taglio motociclistico che unisce i pregi della pelle a quelli dei capi estivi traforati. L'abbiamo provata per qualche settimana: ecco com'è andata.

L’etichetta del Tucano Urbano

Pelle mista. Partiamo dall'etichetta che riporta la composizione del materiale: il tessuto esterno è in pelle, per l'80% di agnello (più morbida, copre la zona del torace), e per il 20% di vitello (più resistente, per spalle e gomiti); la fodera traforata interna è 100% poliestere e costituisce una separazione tra la pelle della giacca e la… propria pelle: è dunque un elemento chiave per il comfort. Inoltre, la giacca dispone anche di una leggera imbottituta amovibile, che si è rivelata molto utile la sera o quando la temperatura scende (magari per un giro in montagna). A proposito di quest'ultima segnaliamo un pregio e un difetto: le maniche terminano con un polsino elastico per impedisce all'aria di entrare, ma non ripropone la tasca interna presente nella giacca; quindi, inserito il trapuntino, non avremo più un (comodo) accesso alla tasca interna, posta sul lato destro. A proposito di tasche, oltre alle due classiche esterne, chiuse da una zip, ne abbiamo una interna sul petto (tipo Napoleone), resa stagna per proteggere portafogli o cellulare in caso di pioggia, e sempre dotata di zip. All'interno, sulla destra, troviamo un'ampia tasca costituita da una leggera fodera.

Protezioni e visibilità. La Straforo dispone di protezioni omologate Ce in D3Otm (un materiale che assorbe gli urti) livello 1 su gomiti e spalle, e della tasca per la protezione sulla schiena, da acquistare a parte. Sul fronte visibilità, di vitale importanza per chi va in moto, troviamo l'inserto rifrangente fisso sul collo e le linguette rifrangenti montate a scomparsa sui polsi (si fanno rientrare quando non servono). Nota importante sotto il profilo estetico: gli inserti non sono arancioni come d'abitudine ma di colore nero, e non rovinano il fascino del capo in pelle.

La prova sul campo. Nella prova su strada, la Straforo ha soddisfatto le nostre aspettative anche nelle giornate più calde: la superficie traforata è ampia (è presente sia sul busto sia sulle braccia) e consente, in viaggio, di rinfrescarsi con l'aria che, punto centrale, non arriva mai a gonfiare la giacca provocando fastidiosi svolazzi. Altri dettagli denotano lo studio alla base della Straforo: la presenza di cerniere e di una striscia di pelle con due automatici sui polsini (si regolano gli automatici e poi si aprono solo le cerniere); il tessuto interno a contatto con il collo non è pelle ma un fresco sintetico; la zip centrale è dotata di due cursori e si apre sia in alto sia in basso: chi non è un habitué della palestra (cioè ha un po' di pancia) può così aprire dal basso la zip e non sentirsi costretto dalla giacca; infine, la zona vita è regolabile con strisce di pelle con due automatici ciascuna e c'è una striscia di chiusura con un automatico alla base della zip centrale: è posto all'interno per non lasciare segni sul serbatoio. Difetti non ne abbiamo riscontrati nella Straforo, se non quello insito nella natura stessa di capo traforato: in caso di pioggia, infatti, è necessario avere con sé una giacca impermeabile da indossare sopra, pena un rapido inzuppamento.

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