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Non solo turbodiesel: company car più green.

le scelte dei fleet manager

Non solo turbodiesel: company car più green.

Il diesel si conferma alimentazione regina delle flotte, con l'81,6% delle vetture dei parchi auto di dimensioni importanti. Ma è in costante crescita l'incidenza delle motorizzazioni alternative, che contribuiscono alla riduzione delle emissioni di CO2 (ormai sotto la soglia dei 120 g/km nei parchi auto aziendali italiani). Le ibride conquistano una quota di poco superiore al 9%, seguite dalle elettriche (4,4%) e dalle auto a gas (1,2% sia per il Gpl sia per il metano). Non ancora molto apprezzate dai responsabili delle flotte aziendali le alimentazione più ecologiche (in prevalenza ibride o ibride plug-in), come pure le elettriche (dai numeri ancora bassi). Auto che invece sono molto amate dai driver, anche per la completa accessibilità e fruibilità nelle zone protette (le Ztl) dei grandi centri urbani. Insomma, nei prossimi anni assisteremo ad un progressivo spostamento della domanda di motori a gasolio verso le propulsioni alternative. Il diesel tuttavia farà ancora per molti anni la parte del leone nell'offerta per l'utenza professionale.

Nelle intenzioni dei fleet manager e delle aziende relativamente al rinnovo e all'ampliamento dei loro parchi auto si stima, poi, che il numero dei mezzi aumenterà nei prossimi 12 mesi, a fronte di ipotesi meno ottimistiche che prevedono una contrazione.

In questo quadro generale, il ricorso al “downsizing” nell'assegnazione della vettura ai dipendenti rappresenta la quota maggioritaria, mentre appena l'11% degli fleet manager ipotizza una proroga dei contratti di noleggio per posticipare il rinnovo delle macchine. Resta, invece, tra le priorità dei fleet manager la riduzione dei costi della flotta (47%), con particolare attenzione al consumo di carburante (42%). E in aggiunta c'è da considerare il boom della telematica: il 50% delle vetture è dotata di black box, con navigatore, bluetooth e sensori di parcheggi tra gli optional più richiesti da chi guida vetture aziendali.
Se la telematica, da una parte, contribuisce a migliorare e rendere più sicuri gli stili di guida, d'altra parte permette anche al fleet manager di gestire meglio il proprio parco auto, consentendo di monitorare e intervenire istantaneamente sugli indicatori chiave della performance della flotta, dalla scelta dell'auto, fino alle analisi e ai report statistici. Il 40% delle grandi flotte dispone oggi già di sistemi telematici di monitoraggio, in particolare per controllare online i consumi di carburante oppure per gestire i sinistri in modo rapido e semplificato. Il 15% del campione, inoltre, valuta positivamente questi strumenti e dichiara che entro l'anno li attiverà.

Sempre a proposito di dispositivi tecnologici sono due i temi chiave: le black box e i sistemi antifurto hi-tech. Per oltre metà delle aziende operative, oggi la scatola nera non è ancora realtà, anche se una parte significativa è in procinto di installarla sui propri veicoli. Più complesso il tema dei furti, che da sempre colpisce in modo significativo i veicoli aziendali mediamente più nuovi, che risultano sempre molto appetibili per i trafficanti di vetture e pezzi di ricambio rubati. Nonostante la minaccia incombente, oggi non tutte le aziende hanno ancora deciso di contrastare con strumenti ad hoc la piaga dei furti. Le imprese più attente e preoccupate dal fenomeno si stanno però gradualmente dotando di dispositivi hi-tech per combattere questa battaglia. In particolare, il 61% delle flotte dispone a bordo di sistemi di tipo satellitare, mentre una quota ridotta e pari al 6% adotta, invece, antifurti con tecnologia in radio-frequenza. A completamento della domanda, il restante 33% si affida a dei sistemi volumetrici di tipo o meccanico o elettronico.

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