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Marchionne: una fusione Fca-Gm potrebbe piacere a Trump. E conferma…

investe 1 miliardo $

Marchionne: una fusione Fca-Gm potrebbe piacere a Trump. E conferma la sua uscita da Fca nel 2018

DETROIT - Sergio Marchionne incassa i complimenti di Donald Trump per l'investimento da 1 miliardo di dollari negli Usa e rilancia: «Per quanto ne capisco, credo che al presidente eletto dovrebbe piacere una fusione tra Fiat Chrysler e General Motors». Trump ha twittato stamane «Finalmente! Fiat Chrysler investe 1 miliardo di dollari in Michigan e Ohio, creando 2mila posti di lavoro»; il manager Fca ha ringraziato a sua volta il presidente e afferma che la decisione di investire è «un atto dovuto al paese».

Domenica, alla vigilia del Salone, Fiat Chrysler ha annunciato un investimento da 1 miliardo di dollari per la produzione di tre nuovi modelli Jeep negli Usa: la produzione delle Jeep Wagoneer e Grand Wagoneer e di un nuovo pick up (furgone scoperto) a marchio Jeep negli stabilimenti di Warren (Michigan) e Toledo (Ohio) vedrà la creazione di 2mila nuovi posti di lavoro. Marchionne ha negato che l'annuncio sia legato alle recenti polemiche di Trump sullo spostamento di produzioni dagli Usa verso il Messico, nonostante la nota di Fca di ieri specifichi che «l'investimento a Warren permetterà alla fabbrica di produrre il furgone scoperto Ram Heavy Duty, attualmente prodotto in Messico».

«Attenzione a mettere barriere a scambio di merci»
Nella conferenza stampa di stamane, Marchionne ha detto che è presto per giudicare la possibile politica commerciale della nuova Amministrazione Usa. Ha ricordato che l'accordo Nafta riguarda sia il Messico che il Canada, dove Fca ha due stabilimenti ed è in primo produttore Usa: «Le implicazioni per noi di una eventuale modifica al Nafta sono piuttosto ampie». Quanto alla Jeep Compass prodotta in Messico, «l'investimento è stato deciso nel 2014 e la vettura è entrata in produzione; non c'è quindi possibilità di cambiare i piani». Il manager ha poi spiegato la strategia generale delle allocazioni produttive fra i vari stabilimenti: «Abbiamo sempre collocato la produzione nel mercato in grado di assorbire almeno il 50% di ciascun prodotto». Il manager ribadisce la produzione a Toluca, in Messico, della Jeep Compass sia per il mercato Usa che per l'Europa.

Marchionne scommette su Trump

Da questo punto di vista, insomma, Marchionne rivendica una coerenza di scelte e avverte: «Se cominciamo a mettere barriere allo scambio di merci, ciò potrebbe impattare anche sullo sviluppo degli stabilimenti Usa, come quello di Jefferson North o di Warren». E ha concluso: «Trump capisce i discorsi economici, non voglio parlare per lui. Non ha bisogno del mio aiuto per interpretare le conseguenze negative di alcune mosse».

Possibile dividendo per il 2017
Marchionne ha parlato anche di finanza, riconfermando gli obiettivi per il 2018, a partire dalla posizione finanziaria positiva per 5 miliardi di fine anno, e non escludendo che il gruppo possa pagare un dividendo già per l'anno 2017: «Dipenderà da come finirà quest'anno». «Gli obiettivi per il 2018 sono semplicissimi: 9 miliardi di utile operativo, 5 miliardi di utile netto e 5 miliardi di cassa a fine anno; adesso anche gli analisti si accorgono che potrebbero non essere così campati in aria». Marchionne ha confermato che il suo compito è di portare a compimento il piano 2014-2018, e ha aggiunto: «Spero che il bilancio 2018 sarà l'ultimo che firmerò».

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