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Certificati persi tra gli uffici e il Tutor viene «bocciato»

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Certificati persi tra gli uffici e il Tutor viene «bocciato»

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Non è il Tutor a essere illegale: sono i certificati di taratura che attestano la regolarità dei singoli apparecchi a “perdersi” tra gli uffici di polizia e quelli prefettizi. Così non arrivano davanti al giudice di pace che deve decidere sui ricorsi presentati dai multati. E non può che decidere di accoglierli, annullando gli accertamenti. Questa è la lettura più corretta delle notizie apparse con evidenza sui media il mese scorso, secondo cui il sistema di controllo della velocità (anche) media sarebbe fuorilegge.

Intanto, il problema della taratura si pone per qualsiasi apparecchio di misura della velocità: con l’evoluzione della normativa tecnica internazionale e la sentenza 113/2015 della Consulta, essi vanno tutti tarati.

Riguardo specificamente al Tutor, la taratura è eseguita solo sulla “sincronizzazione degli orologi” dei vari punti di rilevazione e qualche giudice potrebbe richiedere anche la verifica della distanza tra un punto e l’altro, per quanto sia assurdo che una strada si allunghi o si accorci dei metri che occorrerebbero per falsare davvero le rilevazioni. Ma finora non risulta che questo problema sia stato sollevato in un giudizio.

Inoltre, è in corso un lungo e articolato contenzioso sul brevetto dell’intero sistema e di suoi componenti software (si veda Il Sole 24 Ore del 6 novembre 2015) e in quest’ambito è stato anche chiesto di dichiarare nulli tutti gli accertamenti compiuti col sistema. Ma per ora resta tutto valido e ci vorrà molto tempo prima che questo contenzioso finisca.

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