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Fiat 124 e Maurizio Verini, un binomio che nei rally ha fatto epoca

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Fiat 124 e Maurizio Verini, un binomio che nei rally ha fatto epoca

Premessa importante: nel mio cuore è stampato in modo indelebile lo scudetto di casa Lancia. Questo per chiarire che trovarmi di fronte a un libro dal titolo «Dalla 124 alla 124» non è stato facile; perché, di primo acchito, nella sigla 124 riconosco immediatamente i colori dei rivali. Un po’ come se si trattasse di una Alpine o di una Porsche.

Però, però... Però si tratta sempre di rally. E quella dei rally a cavallo tra gli anni 70 e 80, al di là dei colori, è davvero una grande famiglia. Un magico mondo capace di accogliere tutti, anche i semplici tifosi come me, facendoli sentire a casa. Se poi il consiglio di leggerlo («sai Mattia, è così bello...») arriva nientemeno che da Ariella Mannucci, la curiosità si fa strada rapidamente. Così ho cominciato a sfogliarlo, il libro scritto da Maurizio Verini: un signore capace di mettere in fila il titolo italiano e quello europeo per piloti, doppietta realizzata nel 1974-75. E di portare punti decisivi per la conquista del Campionato del Mondo Marche, nel 1977 e nel 1978, mentre correva per i colori della Squadra Fiat Rally.

Nelle pagine ho trovato subito i nomi, i volti e le parole di molti idoli di quegli anni, diventati poi amici: come Arnaldo Bernacchini, ossia uno dei migliori navigatori di quell’epoca d’oro. Oppure come Emanuele Sanfront che nel 1975, proprio con la 124 spider in coppia con Bobo Cambiaghi, ha raggiunto il titolo di campione italiano. E via così con decine e decine di foto, storie, aneddoti, dettagli mai conosciuti che affiorano uno dopo l’altro.

Proprio Bernacchini, solo per fare un esempio, scrive di come sulla 124 ( con motore anteriore e trasmissione posteriore) «nelle prove speciali sterrate era maggiore il tempo che guardavi la strada attraverso il finestrino laterale che da quello anteriore». Inevitabile, per una spider leggera dietro e quindi destinata proprio per questo motivo a una lunga serie di controsterzate. Ma per il navigatore, che si doveva totalmente affidare alle manovre del pilota, deve essere stata un’esperienza tutt’altro che tranquilla.

Nel libro di Verini c’è tutto, dall’esordio all’ultima gara. Una lunga sequenza fatta di vittorie (indimenticabile la prima in un rally Mondiale, all’Acropoli del 1972) e di sconfitte. Di piazzamenti raggiunti con molti rimpianti, perché avrebbero potuto essere vittorie, e di altri che invece valevano come una vittoria: come quello del Rac nel 1975, un ottavo posto che diede alla Fiat la certezza del secondo posto nel Mondiale Marche, dietro alla Lancia che allora schierava l’imbattibile Stratos. Un’abbinata importante per il Gruppo di Torino, che avrebbe fatto da trampolino in casa Fiat per il successo degli anni che sarebbero arrivati da lì a poco con la 131 Abarth.

Di pagina in pagina si arriva dalla 124... alla 124. O meglio dalla Fiat Abarth 124 Rally degli anni 70 a quella di oggi, pensata per riproporre in chiave moderna una vettura che molti hanno amato e che continuano ad amare ancora oggi. Di quella degli anni d’oro posso dire che, amore per la Lancia a parte, ho sempre pensato tutto il bene possibile. Alla nuova posso solo augurare di ripetere i successi di quegli anni, di avvicinare di nuovo la gente al mondo dei rally che si è purtroppo via via allontanato dalla quotidianità di tutti noi.

Infine l’autore, Maurizio Verini: non lo conosco personalmente, ma è una lacuna che spero di colmare presto. Magari per farmi autografare il libro... Una cosa che ho capito, proprio grazie a i rally di quegli anni, è che gli avversari di valore si rispettano. Sempre.

Maurizio Verini - «Dalla 124 alla 124». Pagine254, euro 50,00
Edizioni Press Grafica. Distribuito da Libreria dell’Automobile, Milano

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