Motori24

Pomigliano, l’Alfa al posto della Panda

auto e business

Pomigliano, l’Alfa al posto della Panda

L'Alfa Romeo potrebbe tornare a Pomigliano e la Panda partirà per la Polonia. La doppia notizia è arrivata nella conferenza stampa di Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Chrysler, a Ginevra durante la prima giornata del Salone dell'Automobile. Marchionne ha confermato che «la Panda per natura deve andare altrove, ma non ora; succederà intorno al 2019-2020». Nei giorni scorsi l'agenzia Bloomberg aveva scritto che la piccola di Fca potrebbe essere spostata in Polonia, nella fabbrica da cui attualmente escono la 500 e la Lancia Ypsilon - un fabbrica che attualmente lavora solo al 50% della capacità. «Lo stabilimento di Pomigliano - ha aggiunto Marchionne - può fare auto piu complicate della Panda». Anche Alfa Romeo? «Possibile».

LA PRODUZIONE FCA IN ITALIA
La mappa degli stabilimenti e dei modelli (Fonte: elab. Il Sole 24 ore su dati sindacali)

La doppia mossa rientra nella strategia di Sergio Marchionne di concentrare in Italia la produzione di auto di gamma alta (Maserati, Alfa Romeo e Jeep) portando quella delle auto più piccole ed economiche in Paesi a basso costo del lavoro. Non è ancora chiaro quale potrebbe essere il modello Alfa destinato alla fabbrica campana: «Abbiamo bisogno di altre due auto, non abbiamo ancora deciso quali fare» ha detto il manager ai giornalisti parlando della strategia di prodotto dell'Alfa Romeo. Le due vetture dovrebbero essere un Suv più piccolo dello Stelvio e uno di dimensioni superiori, per sfruttare appieno la preferenza del mercato verso questo tipo di veicoli; la Giulia Station Wagon è invece stata «cassata». «Rivediamo l'originale piano Alfa per adattarlo alle nuove tendenze» conferma Alfredo Altavilla, numero uno di Fca in Europa.

Il piano originario presentato nel 2014 per l'Alfa Romeo prevedeva il lancio di otto modelli entro il 2018; il termine è stato poi spostato al 2020. Per ora i modelli sul mercato sono due: la Giulia, che ha debuttato l'anno scorso, e lo Stelvio che è in arrivo nei prossimi mesi. A decidere sul futuro del piano di investimenti Alfa Romeo, per quanto riguarda i tempi e le scelte di prodotto, sarà anche l'andamento dei due modelli, entrambi prodotti a Cassino; la Giulia è rimasta finora nettamente al di sotto delle attese mentre molte speranze vengono rivolte allo Stelvio, che fa debuttare il marchio Alfa nel segmento dei Suv, il più popolare del momento. Ieri Marchionne si è comunque detto molto soddisfatto del «grande sforzo fatto per rilanciare Alfa» e ha detto che «i primi risultati arriveranno nel 2018/2019».

La tempistica del cambio di modello a Pomigliano preoccupa i sindacati: secondo Michele De Palma, responsabile auto della Fiom, «c'è urgenza di decidere perché a fine mese scadono i contratti di solidarietà per 1.300 lavoratori, che non potranno essere rinnovati oltre l'agosto 2018». Più in generale, De Palma chiede «una politica attiva del Governo, come in tutti i Paesi europei». Ferdinando Uliano, della Fim, dice che «la notizia del cambio di modello a Pomigliano era nell'aria, ma il tema vero è quello dei tempi: più si va in là con la decisione, più c'è il rischio che per un periodo i lavoratori rimangano scoperti, senza ammortizzatori sociali». Entro la fine del mese è previsto l'incontro per il rinnovo dei contratti di solidarietà; alcune continaia di lavoratori dovrebbero intanto essere distaccati da Pomigliano a Cassino per lavorare allo Stelvio. A un anno e mezzo dalla scadenza del contratto di solidarietà, i tempi sono effettivamente stretti - tanto più che la conversione dalla Panda a modelli più grandi non è solo un cambio di modello ma richiederà anche investimenti sulla linea.

Un'altra delle ipotesi che erano circolate a proposito di Pomigliano è che possa accogliere un secondo modello Jeep “italiano” dopo la Renegade di Melfi. Ieri Mike Manley, responsabile del marchio di fuoristrada, ha detto che «è possibile» che un altro modello Jeep venga prodotto in Italia. «Mai dire mai. Penso che abbiamo la flessibilità per farlo, se la domanda di mercato dice che è giusto. La Renegade ha funzionato perché gli italiani amano le auto fatte in Italia e questo non è passato inosservato. Ma a oggi non c'è nulla di deciso». Più in generale, Marchionne ha detto che «nessun marchio di Fca è in vendita», e ha detto però che «un rilancio del marchio Lancia costerebbe troppo».

© Riproduzione riservata