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Ducati Supersport, ecco com’è la nuova creatura di Borgo Panigale

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Ducati Supersport, ecco com’è la nuova creatura di Borgo Panigale

Ducati Supersport arriva in un mercato dove concorrenti dirette non esistono più. Tutti hanno abbandonato il concetto di sportiva stradale, che si è trasformata in moto da pista con targa e fanali (le supersportive) o, anche se molto differenti, in naked estreme, se non enduro stradali.
Ducati rilancia, ed è giusto che lo faccia lei perché lo sport è nel suo DNA.

Il centro stile ha fatto bingo, perché attorno al traliccio del Monster ha disegnato una carena filante, originale, d'impatto. Gira su stessa per trasformarsi in zona di supporto alla strumentazione, mentre il codino affilato e all'insù contrasta la parte più massiccia anteriore. Il pexiglas regolabile su due posizioni sembra uscire dal cupolino come un piccolo spoiler, grazie al sistema a pantografo ben realizzato e piacevole alla vista. Non ci sono sofisticatezze come sospensioni semiattive, frizione idraulica, strumentazione TFT o piattaforma inerziale perché non vuole essere una moto premium, bensì una sportiva accessibile e facile. Fianchi stretti, forcellone monobraccio, tinte unite come sempre lasciando le grafiche ai giapponesi, Supersport si ritaglia un suo spazio che può convincere, specie all'estero.

Il motore è il Testastretta 11 gradi 937 cc da 113 CV, privo di elettronica sofisticata, ma pur sempre dotato di riding mode, controllo di trazione e ABS regolabili. Interessante il peso, solo 184 kg a secco. Alla guida ci si trova infilati su qualcosa di stretto, di leggero, non troppo affaticante. Questo perché il manubrio non è troppo basso e spiovente, consente così di guidare sportivamente (anche in pista), ma non indolenzisce i polsi e non mette in crisi la cervicale. La sensazione di direzionalità della moto è ottima, basta un cenno per variare piega e traiettroia.

In pista potrebbe essere la moto perfetta per iniziare, su strada invece è appagante dove l'asfalto è liscio e le curve rimangono scorrevoli, veloci. Lì, Supersport dà il meglio di se. La taratura delle sospensioni è centrata per potersi divertire, e cioè guidare allegri, senza pagare troppo in termini di comfort. Bella frenata, cambio preciso, protezione all'aria minima. Per chi vuole di più c'è la versione S che, con un plus di 2000 euro, offre sospensioni Ohlins, cambio assistito (sia a salire, sia a scendere di marcia) e guscio coprisella amovibile.

Parlando di motore, va detto che ha la potenza giusta, potrebbe essere migliore la trattabilità ai bassi regimi, ma erogazione al centro lineare e allungo discreto soddisfano anche chi è abituato a potenze ben maggiori. Qui è il complesso che appaga, e cioè geometria del telaio riuscita, sospensioni efficaci e leggerezza notevole. I cavalli che ha, vanno contestualizzati a quei fattori. Qualche vibrazione avvertibile a pedane e fianchi agli alti regimi. Infine il prezzo, 13mila euro. Non poco se si calcola ciò che offre e il suo posizionamento, ma c'è anche da dire che sul mercato è da sola. Per ora. Chissà...

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