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Dossier Un mercato in ripresa verso quota due milioni

    Dossier | N. 39 articoliAuto, tutte le novità marca per marca in arrivo

    Un mercato in ripresa verso quota due milioni

    Il mercato italiano dell'auto, dopo una crisi durissima che aveva portato nel 2013 le immatricolazioni su livelli inferiori del 48% rispetto al massimo ante-crisi del 2007, nel 2014 ha cominciato a recuperare e nel 2015 e nel 2016 la ripresa si è fortemente accentuata con tassi di crescita che in entrambi gli anni sono stati intorno al 16 per cento. Il mercato italiano nello scorso anno ha così toccato quota 1.825.000 immatricolazioni. Un bel balzo rispetto a quota 1.304.000 del 2013, ma i livelli degli anni ruggenti dell'inizio del secolo sono ancora lontani.

    Ci sono però le condizioni perché nel 2017 venga superata la soglia fatidica dei due milioni di immatricolazioni. Se così sarà, la crescita, rispetto al 2016 sfiorerà il 10 per cento. Ci si può chiedere come sia possibile un recupero così sostenuto, quando per l'anno in corso le attese sono di un tasso di crescita del pil che, nel migliore dei casi, dovrebbe essere intorno all'1%. Vi sono almeno cinque buone ragioni che spiegano il sostenuto recupero dell'auto. La prima è che nella crisi che faticosamente ci stiamo lasciando alle spalle il pil ha fatto registrare un calo massimo di circa il 9%, mentre per le immatricolazioni la contrazione massima è stata, come si è già detto, del 48%. La seconda ragione sta nel fatto che la domanda di sostituzione rinviata durante la crisi è stata recuperata soltanto in parte. La terza ragione, è il fatto che la fortissima innovazione tecnologica che sta caratterizzando l'automobile, e il conseguente lancio di novità molto attrattive (e a Ginevra ne abbiamo viste in gran numero), sta esercitando una forte pressione sulla domanda. La quarta ragione è il fatto che, anche se lenta, la ripresa dell'economia è in corso e le attese per il futuro sono di ulteriore miglioramento e la conseguenza è che gli italiani, che durante la crisi avevano congelato i loro risparmi in vista di tempi peggiori, hanno ricominciato a utilizzarne parte (ed anche a far ricorso al credito) per acquistare nuove automobili. La quinta e decisiva ragione è legata alla circostanza che il Pil italiano del 2016, nonostante sia ancora inferiore al livello ante-crisi, supera comunque del 5,6% quello medio annuo del periodo 1996-2000 in cui la media annua degli acquisti era di 2.243.000 autovetture.

    Il nostro Paese dispone dunque di risorse sufficienti per alimentare una domanda di auto decisamente superiore a quella degli ultimi anni e, se la fiducia nel futuro tiene, è disponibile ad investire ancora in nuove automobili. Occorre però, che la ripresa continui.

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