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Ritorna lo scooter che sa fare la moto

Yamaha

Ritorna lo scooter che sa fare la moto

Sedici anni e non sentirli. Perché ha inventato una terza via, a metà strada fra moto e scooter; perché hanno cercato di imitarlo un po’ tutti ma senza riuscirci; perché ha fidelizzato i suoi acquirenti come pochi altri modelli. TMax è quell’oggetto che ogni brand avrebbe voluto inventare. Ed è la dimostrazione che i giapponesi, quando vogliono, fanno la differenza se si parla di tecnologia.

Ora, giunto alla sesta edizione, si rinnova completamente e, come tutti i miti, lo fa senza dirlo a gran voce. Anzi, fuori cambia anche abbastanza, lasciando per strada un po’ di sportività, ma è sotto che volta pagina: telaio tutto nuovo, forcellone più lungo di 40 mm, ma interasse più corto di 5 mm, inclinazione di sterzo e avancorsa variati, motore avanzato di 40 mm e ripartizione dei pesi ora 50/50 fra anteriore e posteriore. Perde ben 9 kg sulla bilancia, un’enormità se si considera le cose che ha in più. Arrivano il controllo di trazione, due riding mode, cinghia di trasmissione in carbonio, ammortizzatore posteriore rifatto e ora progressivo, forcella con escursione aumentata di 5 mm. Migliorano le finiture, la strumentazione digitale offre un’interazione automobilistica e ci sono keyless totale, luci full led, parabrezza elettrico, manopole e sella riscaldate nella versione più lussuosa Dx (le altre due sono base e Sx, considerata quella più sportiva per via dei riding mode Sport e Tourism).

Alla guida è sempre lui, facilità e comodità da scooter con sensazioni quasi motociclistiche. Gran bel motore (l’unità da 530 cc e 46 cv è analoga a quella della generazione precedente) perché vivace e assente da vibrazioni, valorizzato da una trasmissione impeccabile. Si può passeggiare in mezzo al traffico o guidare allegri dove la strada lo consente. E lì conquista. Percepibile la differenza tra le due mappature. Comfort migliorato al posteriore, solita precisione direzionale in curva. Ottima sensazione di rigidità trasmessa. Bella frenata, anche se l’Abs entra facilmente, e parabrezza che protegge totalmente in posizione tutta rialzata. Difetti non pervenuti, se non piccoli nei come la nuova pulsantiera che consente di accedere a sottosella e rifornimento, posizionata un po’ troppo centralmente per chi è corto di gamba, e il parabrezza soggetto a micromovimenti per effetto di turbolenze. Infine i prezzi, premium anche quelli: 11.500 euro il base, 12.300 l’Sx e 13.400 il Dx. Ma, essendo un caso a sé, TMax può permetterselo.

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