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Kawasaki Versys-X300, ecco la enduro per tutti

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Kawasaki Versys-X300, ecco la enduro per tutti

Bicilindrica.La nuova «Kawa» è spinta da un 300 cc che eroga 40 cavalli
Bicilindrica.La nuova «Kawa» è spinta da un 300 cc che eroga 40 cavalli

È un gradito ritorno. Quello di una moto piccola, accessibile, versatile. Tutte caratteristiche che la parola «enduro» possiede di suo, non perché va fuoristrada, ma perché offre comfort, guidabilità e praticità che una moto stradale pura non possiede. Quindi brava Kawasaki, che con la Versys-X 300 non si dimentica di chi, nelle due ruote, cerca prima di tutto concretezza. A dirla tutta è un ritorno di sponda, perché questa moto - prodotta in Thailandia - è per il mercato asiatico e noi la “importiamo” da loro, ma questo nulla toglie alla sua bontà. Trecento cc bicilindrica parallela, ruota anteriore da 19”, ruotino posteriore da 130, finiture semplici, disco singolo anteriore, dettagli come il codino e le maniglie posteriori in tubi a vista o i grossi pannelli laterali in plastica che non siamo abituati a vedere su moto più importanti, ma non bisogna fermarsi lì.

Va provata, e allora si capisce come i suoi 40 cv a 11.500 giri possono bastare per 175 kg di peso col pieno di benzina. Anche perché l’erogazione non è appuntita, e così non si avverte quella fastidiosa sensazione di vuoto che hanno le cubature così piccole quando si apre il gas. Aiuta in questo anche la rapportatura molto corta (a 130 km/h si è a poco meno di 10mila giri), per contro si è costretti a ricorrere frequentemente al cambio. Agilità ottima, ma dimensionamento generale da moto “vera”: non si pensi a un giocattolino adatto solo a taglie extrasmall. Posizione di guida centrale, manubrio dalla piega corretta, piedi che toccano molto bene a terra e riparo dall’aria fino agli occhi (c’è solo qualche vortice di ritorno, perché il plexiglass è lontano). La sella ha un’imbottitura piuttosto dura, sulle prime stupisce. La frizione (antisaltellamento) ha un comando morbidissimo, a prova di neofita o di pubblico femminile.

L’altro aspetto che stupisce in positivo sono le sospensioni: di solito le giapponesi dual purpose sono molto morbide, lei invece no. Ha pochi cambi di carico, dietro è perfino sostenuta, e questo consente di guidare con soddisfazione. C’è una cosa invece che non piace: la frenata anteriore morde pochino. Si deve spremere il comando con quattro dita per ottenere vigore. C’è qualche vibrazione dai 7mila giri in sù a fianchi e pedane, ad alta frequenza, ma non così fastidiose.

Infine il prezzo: 5.890 euro. Non è pochissimo, se si considera com’è fatta, però in termini di resa torna tutto. Per chi deve iniziare, e non ha voglia di spaccarsi polsi e schiena su una sportiva, o per chi ha una certa età e vuole sentirsi a casa, è perfetta. Bentornata, endurina stradale.

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