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Bosch, l’automotive traina i conti: utili e fatturato in crescita

BILANCI

Bosch, l’automotive traina i conti: utili e fatturato in crescita

(Reuters)
(Reuters)

Il Gruppo Bosch ha visto crescere nel 2016 il suo fatturato complessivo del 3,6%, passando da 70,6 a 73,1 miliardi di Euro. Al netto degli effetti valutari che hanno pesato per 1,3 miliardi di Euro, la crescita netta è stata del 5,5%. In questo scenario, molto bene ha performato l'Europa che è passata da 37,3 a 38,6 miliardi di Euro costituendo il 53% del totale del fatturato mondiale. Sempre forte il tasso di crescita dell'area asiatica con un +8,3% passando da 19,2 a 20,8 miliardi di Euro a rappresentare il 28% del totale globale. L'EBIT è passato da 4,6 a 4,3 miliardi di Euro, ma questo dato è influenzato dalla fortissima quota di utili destinata ad investimenti in ricerca e sviluppo attestata al 9,5% e cresciuta dal 2012 ad oggi passando da 4,4 miliardi a 7 miliardi di Euro. Le previsioni per il 2017 sono prudenzialmente comprese tra il 3 ed il 5% di crescita, ma i dati raccolti finora sembrano ancora più incoraggianti. In Italia i risultati sono altrettanto positivi, con un fatturato di 2,4 miliardi di Euro, 20 società (già salite nel corso del 2017 a 21 che dovrebbero diventare a breve 22), ed un investimento in ricerca e sviluppo di circa 40 milioni di Euro (una quota raddoppiata negli ultimi 5 anni).

Per il 2017 si stima che il fatturato in Italia dovrebbe crescere almeno a 2,6 miliardi di Euro. A livello globale l'automotive continua a rappresentare il settore trainante con 43,9 miliardi di fatturato, vale dire il 60% del totale del Gruppo. Un settore, quello dell'automotive, che più di altri ha completamente cambiato pelle. Dalla produzione di componenti strettamente relativi al funzionamento dei veicoli, si è spostato e si sposterà maggiormente verso un approccio sempre più olistico e interconnesso con gli altri comparti. Il futuro della mobilità è elettrico, automatizzato, connesso e multimodale.

Gli investimenti sono quindi tutti rivolti verso queste direzioni con la connettività sugli scudi. Com'è evidente in questo senso le interconnessioni con gli altri comparti sono sempre più strette. Basti pensare che la produzione di sensori è passata negli ultimi 12 anni da 0 a 8 miliardi di pezzi con un'ulteriore impennata prevista grazie alle applicazioni sempre più eterogenee che vanno dagli smartphone, ai capi di abbigliamento tecnico. La comunicazione tra gli oggetti e, nello specifico, tra i veicoli e le infrastrutture esterne rappresenta un campo che avrà sviluppi inimmaginabili con benefici tangibili sia dal punto di vista della sicurezza che della qualità della vita degli utenti finali.

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