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Kymco Ak550, com'è fatto e come va lo scooter che sfida il Tmax

PROVE

Kymco Ak550, com'è fatto e come va lo scooter che sfida il Tmax

Dopo il bagno di folla allo scorso Eicma di Milano, in molti attendevano l'arrivo del Kymco Ak550 (quasi 10mila euro, in tre colori: grigio, grigio metalizzato e nero). Il nuovo maxiscooter con dna sport touring, negli intenti della Casa taiwanese, è destinato a sfidare il re del segmento (da anni è in testa alla classifica delle vendite), lo Yamaha TMax 530, fortemente rinnovato nel 2017. Lo abbiamo provato tra i tornanti delle strade intorno a Riva del Garda, e possiamo anticiparvi che il maxi giapponese ha trovato ora un rivale in grado di tenergli testa, fatte salve alcune imperfezioni di gioventù. Il progetto Ak550 parla italiano, visto che è stato sviluppato in stretta collaborazione con la filiale italiana (Kmi) e il team di ingegneri italiani di Soluzioni Ingegneria, che ha seguito il progetto dalla “carta” fino alla preserie, lavorando su tre concetti chiave: comfort, guidabilità e stabilità.

Nuovo motore. Cuore dell'Ak550 è il nuovo bicilindrico orizzontale di 550 cc, Dohc a otto valvole, Euro 4: eroga 51 cv a 7500 giri e una coppia massima di 51,5 Nm a 5750 giri, con due mappature (una piena potenza e una ridotta “rain”) che si traducono in una velocità massima effettiva di 161,7 km/h. Quanto ai consumi, la Casa dichiara percorrenze fino a 21 km/l (dalla nostra breve prova è emerso un valore di 19,2 km/l). Sul fronte della ciclistica, il telaio in alluminio cui è fissato centralmente il motore regge la forcella a steli rovesciati da 41 mm, a doppia piastra, e il forcellone oscillante, anch'esso in alluminio; il mono ammortizzatore laterale è in posizione quasi orizzontale. La trasmissione finale è affidata a una cinghia dentata che contribuisce a limitare le masse non sospese e a ridurre la manutenzione.

Posizione comoda ma sportiva. In sella al Kymco Ak550 trovano posto piloti di tutte le taglie (lo schienalino del pilota è regolabile nella distanza dal manubrio): alta 785 mm, consente anche ai meno alti di toccare terra, grazie anche alla forma della pedana. Quest'ultima offre spazio ai piedi sia in posizione di guida attiva sia rilassata, con le gambe allungate. Davanti alle ginocchia troviamo due vani per gli oggetti come telefono e portafogli (non sono bloccati però a scooter spento), con presa 12V; lo spazio non è molto: non entra una bottiglietta da mezzo litro. Ampio invece il sottosella dove entra un casco integrale e uno jet. Sull'Ak550 sono di serie le manopole riscaldate e l'avviamento keyless: si tiene la chiave in tasca e si agisce sulla manopola al centro del retroscudo.

I display odiano il sole. La strumentazione è divisa in tre display, con la velocità indicata in quello di destra; numerose le indicazioni, compresa la pressione delle gomme (prevista anche la possibilità di collegare il proprio smartphone), ma, sotto il sole diretto, diventa assai poco visibile. La selezione tra i diversi valori avviene con una levetta al manubrio, dove troviamo (sulla sinistra) anche il comando del freno di stazionamento, utile parcheggiando o aspettando il verde in discesa).

Su strada. Il rumore del bicilindrico conquista subito: in virtù della fasatura delle valvole a 270°, ha un rombo cupo e potente, molto lontano da quello di uno scooter tradizionale. Su strada, si apprezza particolarmente la posizione di guida, un buon compromesso tra rilassata e sportiva: il manubrio è lontano dalla sella e si sta leggermente inclinati in avanti, ma sempre con una postura comoda. E anche il contenuto raggio di sterzo promette di svicolare agili tra le auto in coda in città. L'Ak550 convince per l'erogazione del motore - morbida al primo attacco per evitare fastidiosi on-off, poi diventa sempre più decisa - e per la frenata: l'impianto Brembo con doppio disco anteriore da 270 mm e pinze radiali, insieme con l'Abs di Bosch (poco invasivo), consente di fermarsi in spazi molto ridotti, ma soprattutto ha un'eccellente gestibilità. Assente non giustificato il controllo di trazione che su un prodotto premium non dovrebbe mancare. Ottima la resa della ciclistica che, con il baricentro basso e una notevole luce a terra, permette di tenere ritmi notevoli tra le curve, con un ottimo feeling offerto dall'anteriore in ingresso curva, e una notevole trazione in uscita, merito anche delle Metzeler Feelfree di primo equipaggiamento. Ultime note positive: il parabrezza, regolabile in due posizioni, protegge bene anche a velocità sostenute e le vibrazioni sono inesistenti.

PRO
- Frenata potente
- Comfort di guida
- Ciclistica equilibrata

CONTRO
- Strumentazione poco leggibile al sole
- Vani retroscudo senza serratura
- Assenza controllo di trazione

SCHEDA TECNICA
Motore: 550 cc, 8 valvole, raffreddato a liquido, Euro4
Potenza max: 51 cv a 7500 giri
Coppia max: 51,5 Nm a 5750 giri
Freni: doppio disco Brembo da 270 mm all'anteriore, disco da 260 mm al posteriore; Abs a doppio canale Bosch 9.1; freno di stazionamento sul posteriore
Sospensioni: forcella telescopica idraulica a steli rovesciati da 41 mm di diametro, monoammortizzatore posteriore
Ruote: ant. 120/70-R15; post. 160/60-R15
Altezza della sella: 785 mm
Interasse: 1580 mm
Peso: 230 kg (in ordine di marcia)
Prezzo: 9.790 euro

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