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Così Volkswagen progetta il futuro

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Così Volkswagen progetta il futuro

Wolfsburg - Volkswagen rilancia sulla strategia Together - Strategy 2025, che mira a progettare un futuro dell’auto, della mobilità e del gruppo tedesco nel solco del digitale, fatto di intelligenza artificiale e di motori elettrici. Il gruppo punta ancora sull’evoluzione della specie, svelando a Wolfsburg, di fronte a una platea ristretta, i progetti per i veicoli in arrivo nei prossimi anni e del futuro stesso dell’auto. Una finestra sull’innovazione seria e concreta, che non si apre su scenari improbabili di fantamobilità o di auto volanti, ma su soluzioni certo futuribili eppure non improbabili, come sistemi pronti per le auto di prossima o imminente generazione che parlano la lingua della guida fortemente assistita e dell’ibrido plug-in.

È quanto emerge da un evento, battezzato Future Mobility Days 2017, al quale hanno preso parte pochissimi osservatori, tra cui anche Il Sole 24 Ore. Gli ingegneri e gli scienziati a Wolfsburg hanno fornito un’istantanea di un possibile scenario del futuro. Ed è il risultato del lavoro del centro di ricerca di Wolfsburg, che in sinergia con altri in Europa, negli Stati Uniti, in Cina e in Giappone, opera mediante partnership con università come Stanford e Tongji, in Cina, e realtà del calibro della società Fraunhofer, del Centro aerospaziale tedesco (Dlr) e degli istituti Max Planck.

Partendo, per esempio, dalla guida autonoma, già dal 2005 un gruppo di lavoro del Group Research aveva avviato una collaborazione con la Stanford University per lo studio della guida autonoma. Il risultato fu “Stanley”: una Volkswagen Touareg a guida autonoma in grado di vincere la Grand Challenge per le auto con intelligenza artificiale.

Sulla pista del centro prove di Ehera-Lessien, siamo saliti a bordo di una Golf Gti molto particolare: si chiama Dieter ed è una Gti robot, in grado di correre tra i coni del tracciato ad altissima velocità, seguendo un percorso tortuoso usando solo il gps differenziale per orientarsi. E vedere il volante che gira da solo con la rapidità di un pilota super-esperto è davvero impressionante. Dieter, poi, apprende dai suoi errori e si adegua a situazioni diverse come per esempio la pioggia.

Sul fronte dell’autonomous driving, il gigante automobilistico di Wolfsburg ha svelato un progetto per la mobilità urbana battezzato “Cocar” che, facendo evolvere il concetto funzionale dall’auto robot Cedric, ha il fine di sviluppare bus autonomi in grado di muoversi sul territorio urbano secondo “rotte” definite on demand.

Secondo la R&D di Vw il mercato del futuro sarà composto da unità diesel e benzina, ibridi e ibridi plug-in, veicoli elettrici alimentati a batterie o (in misura minore) celle a combustibile. Secondo il Gruppo la strada giusta da percorrere è quella di avere diverse alimentazioni, potendo così offrire al cliente la corretta soluzione in base alle proprie esigenze.

Tra i progetti più interessanti sull’ibrido spicca quello che verte sulla creazione di un’innovativa trasmissione battezzata Vario.Drive, che integra il motore elettrico in un cambio automatico. Si riducono così pesi e ingombri. È destinato alle vetture ibride plug-in e nello specifico permetterà di raddoppiare (fino a 100 km) l’autonomia delle auto ibride “alla spina”, grazie all’aumentata efficienza complessiva del sistema. Questa trasmissione, dedicata alle plug-in, offre quattro marce fisse e cinque elettriche. E Vw sta anche studiando un robot che ricarica le auto elettriche, una sorta di benzinaio 2.0. A ioni di litio, ovviamente.

Grande attenzione anche sullo sviluppo di materiali più attenti all’ambiente e sull’impatto dell’intero ciclo produttivo sull’ecosistema.

Naturalmente occhi puntati anche su connettività e digitalizzazione, elementi fondamentali dei modelli del futuro, che potranno contare su connessioni ad alta velocità 5G. Tra le novità in arrivo non mancherà la futura Audi A8, in grado di guidare in autostrada senza intervento da parte del guidatore, e una flotta di truck Man e Scania dalla grande tecnologia a bordo. L’obiettivo è la riduzione degli incidenti – battezzata Vision Zero – e della mortalità zero in caso di impatto.

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