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AI: l’intelligenza artificiale in auto secondo Audi

Innovazione

AI: l’intelligenza artificiale in auto secondo Audi

(Audi AI)
(Audi AI)

Barcellona – La sigla AI potrebbe rimandare al celebre film del 2001 diretto da Steven Spielberg. Ma sebbene l'oggetto del contendere sia la nuova Audi A8, alcune argomentazione sono simili. AI indica tutta quella serie di apparati che provvedono alla guida in modo autonomo e “intelligente”. La sigla riproduce appunto la denominazione intelligenza artificiale ed Audi A8 rappresenta la prima applicazione da parte della Casa tedesca. Un assaggio di quello che dovremmo vedere sui prossimi modelli. Vetture in grado di connettersi a livello empatico con gli ospiti a bordo. Questo quanto affermato sulla carta, perché la realtà al momento riguarda solo la nuova ammiraglia dei quattro anelli.

Una realtà che si distingue per aver messo sotto la sovraintendenza di un'unica centralina, tutti i sistemi di ausilio alla guida. Si chiama zFAS, vanta le dimensioni di un tablet, ed integra chip ad elevate prestazioni - il Tegra K1 di NVIDIA, l'Aurix di Infineon e il Cyclon V di Altera – cui si aggiunge il processore EyeQ3 di Mobileye, leader mondiale negli algoritmi di elaborazione delle immagini nel settore automobilistico. Alla base del processo evolutivo di questo dispositivo, c'è il cosiddetto Machine Learning: ossia l'apprendimento da parte della “macchina”. Ma come? In questo caso la risposta è data dalla matematica e dalla statistica, che dovrebbero essere in grado di trascendere il virtuale, per consentire alla vettura di scegliere l'azione corretta nel reale.

Per l'esperimento di laboratorio presso l'Istituto Fraunhofer di Stoccarda, Audi ha appositamente costruito un simulatore di guida che riproduce la situazione della guida automatizzata: con interni variabili e senza volante. Le proiezioni su grande scala trasmettono l'impressione di una guida della città di notte. Via i display, i ricercatori possono introdurre distrazioni digitali, le finestre possono essere oscurate e il colore dell'ambiente di illuminazione e rumore cambia.

E come ci insegna la vita, le cose vanno anche imparate un po' alla volta. Algoritmi dedicati individuano autonomamente modelli e regole, e prendono decisioni sulla base di questi ultimi. Ecco perché si parla anche di Deep Learning (apprendimento in profondità). Il cui funzionamento deriva dalla riproduzione di reti neurali del cervello su un computer. Tale operazione richiede un'enorme potenza di calcolo e un'ampia base di dati. Non si tratta di fantascienza, ma di un passaggio fondamentale verso una guida completamente autonoma.

Oggi, l'attualità della discussione verte sul riconoscimento degli oggetti e dell'ambiente che circonda la vettura. Ci sono modelli Audi che già impiegano questo tipo di funzione: stiamo parlando della nuova A4, A5, Q5 e Q7. Il sistema però non è nella condizione di dover apprendere (vedi sopra). Mentre sulla nuova Audi A8, questo tipo di sistema di elaborazione di immagini sviluppato dal partner tecnologico Mobileye si basa anche sul metodo del Deep Learning. L'addestramento deriva dal fatto che la rete neurale di bordo è in grado di classificare i diversi oggetti rilevati lungo il percorso. Un serie di informazione rese disponibili per i sistemi di ausilio alla guida. Questo processo consente alla nuova Audi A8 di riconoscere anche spazi liberi dove è possibile circolare liberamente. Dote fondamentale per il nuovo Traffic Jam Pilot Audi AI.

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