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Range Rover Velar, l'abbiamo guidata in Norvegia: ecco come va e…

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Range Rover Velar, l'abbiamo guidata in Norvegia: ecco come va e quanto costa

È il quarto modello della gamma Range Rover, ma il suo “significato” va oltre lo stile da suv coupé, anzi da sport utility contaminato con lineamenti da shooting brake. La nuova Velar, che si colloca tra la Evoque e la Range Rover Sport, segna un cambiamento tecnologico dell’intero gruppo Jaguar Land Rover.

Infatti porta in dote una rivoluzione nell’interfaccia e nell’interazione tra uomo e macchina. Addio a pulsanti fisici: qui ci sono solo schermi digitali e comandi capacitivi. E tutta la plancia della vettura, dal design pulito e super hi-tech, è caratterizzata da questo. E la tecnologia è ben integrata: non sembra di trovarsi di fronte, come in altri casi, a tablet appoggiati sulla palncia. Il nuovo suv inglese fa invecchiare di botto tutti gli altri sport utility dell’area premium (anche le consanguinee). A preoccuparsi del suo arrivo devono essere le case tedesche. La Velar riesce infatti a fondere tecnologia, innovazione, stile con un’immagine luxury sconosciuta alle marche premium tedesche, anche se il virtula cockpit Audi-Vw ha una grafica più raffinata.

Quando si sale a bordo della nuova Range Rover non si ha la sensazione di rimescolamento asettico di tecnologie e soluzione già viste e integrate magnificamente alla tedesca, ma si ha la netta percezione di essere davanti a un matrimonio tra tecnologia molto moderna ed emozione. E questa volta il livello costruttivo e di finitura non è “all’inglese”: si percepisce un’attenzione per i dettagli e la precisione degli assemblaggi finora sconosciuta ai modelli del gruppo britannico. I materiali sono di pregio, ma è un dato scontato.

Siamo andati a guidare la Velar in Norvegia, tra fiordi e montagne. Lo stile moderno, minimalista lo avevamo apprezzato nei mesi scorsi in occasione di saloni e di pubbliche apparizioni, ma è in strada e fuoristrada che la Velar conquista. Abbiamo guidato solo le versioni V6 turbodiesel da 300 cavalli e benzina da 380: motori noti che non deludono. Il resto della gamma contempla propulsori della recente e moderna serie Ingenium a quattro cilindri e l’offerta comprende due unità a gasolio da 180 e 240 cavalli e altre due a benzina da 250 e 300 cavalli. Tre gli allestimenti (Standard, S, Se e Hse) per un listino che parte da quasi 60mila euro (58.800). Il cambio è il noto e apprezzato Zf a otto marce.

Se gli esterni affascinano, salendo a bordo a stupire, come detto sopra, è la completa ridefinizione dei comandi e della plancia che, pulita e lineare (in questo è tipicamente Range Rover), è dominata da due display che compongono il sistema Touch Pro Duo (si veda il box) che si basa su due schermi touchscreen da 10 pollici ad alta definizione. No, non è soltanto un sistema di infotainment, ma rappresenta la vera centrale di comando della vettura che permette di gestire tutto: dalla musica alle videocamere, dal clima al Terrain Response, cioè il cervello di software e silicio che, giunto alla seconda versione, permette al suv inglese di affrontare percorsi impossibili grazie anche a tecnologie come Terrain Progress Control, Low Traction Launch, Hill Descent Control e Gradient Release Control. Va detto che la Velar non esibisce soluzioni di frontiera per l’automatizzazione della guida: nessuno sterzo “intelligente” ma un rassicurante Cruise Control Adattativo capace di gestire le code e non manca la frenata d’emergenza.

In strada il comportamento è ineccepibile: non sembra di guidare un suv. In fuoristrada rispetta il Dna della marca ed è in grado di compiere vere prodezze.

Il comfort a bordo è elevato lo spazio non manca (anche per i bagagli, con 673 litri minimi) mentre la posizione di guida è sempre ottimale e agevolmente regolabile.

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