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Così Kymco Ak550 sfida il «re» TMax

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Così Kymco Ak550 sfida il «re» TMax

Si chiama Ak550 (circa 10mila euro, 9.790 euro per la precisione) il nuovo maxiscooter sport touring con cui Kymco lancia il guanto di sfida al best seller Yamaha TMax 530, considerato il re degli scooter sportivi. Cuore dell’Ak550 è il nuovo bicilindrico orizzontale di 550 cc, otto valvole, Euro 4: eroga 51 cv, con due mappature (una piena potenza e una ridotta “rain”) che si traducono in una velocità massima effettiva di 161,7 km/h; quanto ai consumi, la Casa dichiara percorrenze fino a 21 km/l. La ciclistica annovera un telaio in alluminio cui sono collegati la robusta forcella a steli rovesciati da 41 mm, a doppia piastra, e il forcellone oscillante, anch’esso in alluminio. La trasmissione finale è affidata a una cinghia dentata che contribuisce a limitare le masse non sospese. In sella al Kymco Ak550 trovano posto piloti di tutte le taglie: alta 785 mm, consente anche ai meno alti di toccare terra, grazie anche alla forma della pedana; quest’ultima offre spazio ai piedi sia in posizione di guida attiva sia rilassata, con le gambe allungate.

Davanti alle ginocchia troviamo due vani per riporre oggetti come telefono e portafogli (non sono bloccati però a scooter spento) con presa 12V. Ampio invece il sottosella dove entrano un casco integrale e uno jet. Sull’Ak550 sono di serie le manopole riscaldate e l’avviamento keyless: si tiene la chiave in tasca e si agisce sulla manopola. La strumentazione è divisa in tre display; numerose le indicazioni, compresa la pressione delle gomme, ma sotto il sole diventa molto poco visibile.

Il suono del bicilindrico conquista subito con un rombo cupo e potente, molto lontano da quello di uno scooter tradizionale. Su strada si apprezza la posizione di guida, un buon compromesso tra rilassata e sportiva: il manubrio è lontano dalla sella e si sta leggermente inclinati in avanti, ma sempre con una postura comoda.

L’Ak550 convince per l’erogazione del motore - morbida al primo attacco per evitare fastidiosi on-off, poi diventa sempre più decisa - e per la frenata: l’impianto Brembo con doppio disco anteriore da 270 mm e pinze radiali, insieme con l’Abs di Bosch (poco invasivo), consente di fermarsi in spazi molto ridotti, ma soprattutto ha un’eccellente gestibilità. Ottima anche la resa della ciclistica: baricentro basso e notevole luce a terra permettono di tenere ritmi notevoli tra le curve, con un ottimo feeling offerto dall’anteriore in ingresso curva, e una notevole trazione in uscita. Ultime note positive: il parabrezza, regolabile in due posizioni, protegge bene anche a velocità sostenute e le vibrazioni sono inesistenti.

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