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Una maxi enduro che fa sul serio

LA PROVA DELLA SETTIMANA

Una maxi enduro che fa sul serio

Tutto in una «R», quella della 1290 Super Adventure R. Se vedete quella lettera sul bianco/arancio di una Ktm, sappiate che la moto fa sul serio. Cioè va in fuoristrada. È fatta per mettere le ruote al di fuori dell’asfalto e spingersi anche oltre uno sterrato. Provare per credere.

Primo elemento per riconoscerla è la ruota anteriore grossa, da 21”, per aggredire meglio sassi e radici. L’escursione delle sospensioni è maggiore (in questo caso 220 mm) e l’elettronica prevede l’opzione “off-road” sia per il riding-mode, sia per l’Abs (cioè meno invasivo all’anteriore e del tutto assente al posteriore). C’è anche il cambio elettronico, sfruttabile senza adoperare la frizione. Il plexiglass è più basso perché per boschi occorre vedere bene dove si mette la ruota, lateralmente ci sono delle protezioni tubolari in caso di caduta (frequente in off) e, come accessorio, c’è anche una bella piastra paramotore che suonerà come una campana ogni qualvolta un sasso ci sbatterà contro (pensate se finisse sul carter…).

La moto è alta e possente, pesa 217 kg, contiene 23 litri di benzina nel serbatoio ed è potentissima: 160 cavalli. Ma questa esuberanza è meravigliosamente gestita da un’elettronica sopraffina, ultima evoluzione Bosch che, grazie a una piattaforma inerziale, dà la potenza quando serve. Ovvio che, con gomme tassellate, bisogna guidare rotondi su asfalto ed evitare manovre brusche: ma quello è un limite imposto dai tasselli.

C’è un altro aspetto interessante di questa 1290 Super Adventure R: la parte anteriore. Tutta nuova grazie al faro full led e con proiettori adattivi (si accendono quando la moto si inclina), montati in una struttura portante che funge anche da scambiatore di calore (design funzionale). Non meno importante è la nuova strumentazione a cristalli liquidi, che introduce il concetto di connettività con il proprio smartphone (ora arriveranno tutti ad averlo). È un piccolo tablet orientabile e antiriflessi dalla grafica ad alta definizione, che fornisce una quantità smodata di dati, oltre a gestire le telefonate e la musica. Al progredire della velocità appaiono solo i numeri essenziali (per ragioni di sicurezza) e varia la luminosità a seconda delle condizioni di luce (il tramonto oppure una galleria).

Provata una volta questa strumentazione, in un sol colpo tutte quelle tradizionali diventano preistoria. Un po’ quello che è stato il web per la musica in termini di fruizione. Ma tutta questa tecnologia che ci fa su una moto da fuoristrada? È ereditata dalla versione stradale S, che ha la ruota anteriore da 19”, sospensioni più basse e semiattive (e per tutti questi motivi ha una resa su asfalto non paragonabile, cioè nettamente migliore).

Torniamo alla nostra R: come va in fuoristrada? Bene, se chi la guida ha esperienza e non si fa intimidire. L’approccio iniziale è meno agevole della rivale diretta Bmw R 1200 GS Rallye, per lo meno finché si rimane alle basse velocità, mentre se l’andatura sale affiorano tutte le sue qualità in termini di telaio, sospensioni, motore. È un portento e, se condotta con decisione, consente prestazioni inimmaginabili.

Ha un’erogazione fantastica, cioè trattabile in basso, lineare a metà e incisiva in alto. La potenza è l’ultimo dei problemi laddove l’aderenza è precaria. Il cambio elettronico (cioè usabile senza frizione) diventa meno efficace proprio perché in fuoristrada si devono tenere due dita sulla leva, sempre, e il sistema legge questa minima pressione ritardandone il funzionamento. Infine il prezzo: 17.250 euro. Non è poco in senso assoluto, ma se si calcolano componentistica, tecnologia del motore ed elettronica, allora trova una giustificazione.

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