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Auto, +4,5% di immatricolazioni in Ue da gennaio ad agosto

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Auto, +4,5% di immatricolazioni in Ue da gennaio ad agosto

Il mercato auto in Europa rallenta, complice il calo di immatricolazioni in Gran Bretagna e l’assestamento in Germania. Nei mesi estivi di luglio e agosto, come raccontano i dati elaborati dall’Acea, il numero di registrazioni è aumentato rispettivamente del 2,7% (2,6% se si considerano anche i paesi Efta) e del 5,6% (del 5,5% con i risultati di Svizzera, Norvegia e Irlanda. Considerando gli otto mesi del 2017 la crescita delle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo del 2016 è del 4,5%. Effettivamente il trend si sta assestando rispetto all’andamento dell’intero 2016, ad esempio, che aveva registrato immatricolazioni in crescita del 6,8.

FCA segna il risultato migliore tra i primi cinque gruppi europei con una crescita del 9,5% negli otto mesi, con Alfa Romeo che segna +39,4% e Jeep che invece flette del 2,5%. Meglio Toyota Group, a quota 493.312 immatricolazioni, il 14,8% in più dell’anno prima. Seat cresce del 15,4% a fronte dell’intero Gruppo Volkswagen che segna +2,6%. Bene le francesi, con PSA Group che cresce dell’8,5% nel periodo – ingloba dal primo agosto i dati delle immatricolazioni Opel/Vauxhall – e Renault che supera il milione di vetture immatricolate nel periodo e cresce del 7,5%.

Bmw mette a segno un +1,7% nel periodo, con il brand Bmw (la casa ha in pancia la Mini) che cresce nei mesi estivi del 3,8% (agosto) e del 4% (luglio), e Daimler, grazie al +9,6% delle immatricolazioni a marchio Mercedes, segna +7,9%.

In valore assoluto, da gennaio ad agosto nei mercati dell’Unione europea sono state immatricolate 10.232.658. Un risultato che se proiettato negli ultimi quattro mesi, come fa notare l’elaborazione del Centro Studi Promotor, «dovrebbe portare l’intero 2017 ad un volume di immatricolazioni di 15.300.217, un livello che è ancora al di sotto del massimo ante-crisi del 2007, quando le immatricolazioni toccarono quota 15.573.611».

Il gap da colmare sarebbe, in percentuale, dell’1,76%. A pesare quest’anno sono soprattutto i segni meno registrati sul mercato anglosassone a partire da aprile scorso – complice la riforma della tassazione sulle emissioni di CO2 – e l’andamento delle imm atricolazioni in Germania, con tassi di incremento contenuti (+1,5% in luglio, + 3,5% in agosto e +2,9% nel consuntivo gennaio-agosto). Mercati che da soli valgono un terzo delle immatricolazioni nell’area Ue. Migliori i risultati registrati da gennaio ad agosto in Italia (9,1%), Spagna (+6,9%) e Francia (+4,2%).

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