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Ma i tempi per un cambio radicale sono incerti

ANALISI

Ma i tempi per un cambio radicale sono incerti

Chi ne capisce è d’accordo sul fatto che l’automobile di domani sarà mossa dalla corrente elettrica. Analisti e imprenditori sanno con chiarezza che bisogna prepararsi già oggi e che bisogna investire in tecnologie, ricerca e impianti per non trovarsi domani spiazzati da un mercato che correrà a chilowattora.

Le divergenze però ci sono, e riguardano non il che cosa, l’addio al petrolio è dato per sicuro, bensì il quando, cioè i tempi in cui ciò avverrà. Divergenze di cronoprogramma emerse anche martedì scorso all’Italian Energy Summit del Sole24Ore.

L’auto elettrica sarà un lampo (la propugna per esempio Francesco Starace, amministratore delegato dell’Enel); no, sarà un passaggio piuttosto graduale (è la cautela di Claudio Spinaci, presidente dell’Unione Petrolifera); macché, l’uso del petrolio durerà ancora molti decenni (è il parere espresso dall’economista Alberto Clô nel nuovo libro «Energia e clima» pubblicato dal Mulino).

Per alcuni il passaggio dal petrolio alla tecnologia dell’auto elettrica sarà secco, diretto; per altri si farà ricorso a tecnologie di intermediazione come gli esperimenti sull’idrogeno, ora in ridimensionamento, oppure come la transizione attraverso il metano e il biogas, su cui puntano per esempio il Consorzio italiano biogas e la Snam.

Ma i pronostici riguardano l’incertezza del futuro, mentre i consuntivi analizzano un passato che è certo e misurabile.

Gli italiani stanno tralasciando il gasolio? Finora, no.

Ecco i consumi petroliferi del mese scorso, agosto. Gli italiani hanno bruciato in un mese 5 milioni di tonnellate di petrolio e prodotti petroliferi (+0,1% rispetto allo stesso mese del 2016).

La domanda di carburanti (benzina e gasolio) è stata di 2,5 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un decremento del 2,3% (-60mila tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2016.

A parità di giorni lavorativi, in agosto la benzina nel complesso è diminuita molto, del 4,6% (-32mila tonnellate), e il gasolio è sceso in modo appena accennato, l’1,5% (-28mila tonnellate).

Il mese di agosto, con le scorribande vacanziere, forse indica meno di altri le tendenze di lungo periodo. Ecco allora i consumi da inizio d’anno.

Nei primi otto mesi la domanda petrolifera è stata di 38,6 milioni di tonnellate(-1,2%) rispetto al periodo gennaio-agosto del 2016.

La benzina è scesa velocemente del -3,6% (-181mila tonnellate), mentre nei primi otto mesi dell’anno, confrontati con lo stesso periodo del 2016, il consumo di gasolio rimasto stabile e inchiodato agli stessi dati del 2016 (per maggiore precisione, un aumento irrilevante dello 0,1%, cioè 10mila tonnellate in più).

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