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Gli acquisti «nascosti» delle famiglie

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Gli acquisti «nascosti» delle famiglie

  • – di Pier Luigi del Viscovo

Le famiglie decidono di affrontare l’acquisto di un’auto quando sentono che le cose economicamente non solo vanno bene, ma presumibilmente continueranno a farlo: tecnicamente, hanno fiducia.

Un’analisi del centro studi Prometeia mette in relazione l’indice di fiducia con gli acquisti di automobili. Ciò che emerge, su un arco temporale di sette anni, da gennaio 2011, è una conferma del rapporto nel medio periodo, ossia tre/quattro trimestri. Addirittura, si nota che le curve di frenata/ripresa degli acquisti di auto anticipano di qualche trimestre il medesimo movimento della fiducia (non che ciò autorizzi, ovviamente, a invertire il nesso di causalità).

Ma l’analisi di Prometeia è interessante anche e forse più per altri due elementi. Primo, tiene conto, negli acquisti, sia delle macchine nuove siadi quelle usate, ritenendo correttamente che chi compra un’auto compra un’auto. Secondo, riconduce il livello degli acquisti al loro valore economico, i soldi, anziché fermarsi ai volumi. Assumendo, anche qui giustamente, che un mercato che vendesse un milione di Fiat Panda non sarebbe uguale a uno che vendesse un milione di Porsche 911.

Venendo ai giorni nostri, osserviamo che l’indice della fiducia è in netta ascesa, mentre non così l’acquisto di auto delle famiglie, che nelle statistiche ufficiali fino ad agosto è in ritardo di oltre un punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2016. Nella realtà le famiglie stanno comprando più dello scorso anno e anche i concessionari confermano che il mercato c’è e si respira un’aria di ottimismo. Solo che le case stanno immettendo nella rete auto a «Km0» in ragione del 50% in più dello scorso anno. Come da tempo argomentiamo anche da queste pagine, le statistiche non tengono conto che le auto a km0 risultano immatricolate da una società (il concessionario) ma poi vengono comprate realmente (come usato a «km0») dal vero cliente, un privato. In questo anno, le cosiddette auto-immatricolazioni (intestate a concessionarie o a Case auto) hanno segnato finora un incremento di oltre 80mila unità. Secondo un’analisi del Centro Studi Fleet&Mobility, se queste sole fossero ascritte ai privati (come probabilmente è verosimile), questo segmento, le famiglie, risulterebbe in crescita del 9 per cento. Ma il diavolo, si sa, fa solo le pentole. I clienti che chiedono un’auto a km0, perché convinti di risparmiare, devono sapere che al prodotto nuovo la Casa spesso riserva vantaggi che le km0 non hanno. A parte la garanzia di 2 anni, non è raro vedersi offrire soluzioni di finanziamento riservate esclusivamente al veicolo nuovo, che complessivamente lo rendono più conveniente.

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